© Getty Images

Milano, il tempo stringe e la scintilla non scocca

A una settimana dalla cerimonia inaugurale dei Giochi a San Siro, in città non si respira ancora lo spirito olimpico con la viabilità che resta un rebus per molti

Riccardo SignoriRiccardo Signori

Pubblicato il 30.01.2026, 06:15

5 min

Dov’è la magia? Non c’è magia se l’emozione non fa rima con partecipazione. Milano è fredda. E non c’entra il fatto che per le Olimpiadi sarà la città del ghiaccio. Non si dice “Ice” all’americana, con tutto quel che ne segue tra polemiche e indignazioni, ma solo ghiaccio all’italiana ovvero Santa Giulia per l’hockey, il Forum di Assago e l’Ice Arena di Rho per pattinaggio in tutte le forme e altro hockey. Manca una settimana alla corsa dell’ultimo tedoforo verso il tripode dell’Arco della Pace che, ieri sera, risplendeva di luci e colori. E il 6 febbraio San Siro presenterà la sua ultima autentica serata di gala prima di calare il sipario: forse sorpassato, certo un po’ vecchio, interpreta questa Italia meno giovane e più anziana, meno figli e più ricordi. Mentre l’Arena, che chiuderà i Giochi, rappresenta il totem a cui ci aggrappiamo sempre: storia, cultura, bellezza artistica. Ma in tutto questo, Milano guarda con distacco, non c’è anima, al massimo polemiche e dubbi sulle forme di sicurezza messe a punto dagli altri Paesi, come capita in ogni Olimpiade.

Milano non sorride

La città si prepara con una serie di manifestazioni di protesta che sfoceranno in quella più ampia del 7 febbraio: proprio quando si dovrebbe guardare alle gare più che alle urla. E poco importa se la Fondazione Milano-Cortina promette un ricco programma di eventi, suoni e colori. Questa non è più la Milano “a portata di mano. Ti fa una domanda in tedesco e risponde in siciliano” (Dalla). Semmai oggi ti dice “se provi a parlare in dialetto, si volta il resto del mondo e chiede: che hai detto?”(Dargen D’Amico). Universale ma più distaccata. Sono già arrivate delegazioni dei Paesi lontani. Fra lunedì e martedì toccherà al resto del mondo. Eppure Milano non sorride, strade grigie, piuttosto sembra confusa e scocciata. Mesi fa le tariffe degli alloggi erano alle stelle. Ora tutti hanno abbassato le pretese. Per gli Airbnb non sono stati affari d’oro come capita con il Salone del mobile. E la tassa di soggiorno per il turista è stata aumentata fino a 10 euro. Milano mette in conto strade bloccate, linee deviate di alcuni tram, zone rosse intoccabili, scuole chiuse il 6 febbraio che hanno messo in subbuglio le famiglie, lavori in corso e nessuno che dica: smettiamola per un mese a dare un bel colpo d’occhio. Qui si va avanti. E saluti al resto del mondo.

Le problematiche

La città, la zona di Rho e quella di Santagiulia, cominciano a punteggiarsi delle divise di carabinieri, polizia, vigili: unico apparato globale che regala fiducia. Gentili, inflessibili, rassicuranti. E’ stato inaugurato a Niguarda il pronto soccorso olimpico. Il sindaco Sala spiega e comanda. «I problemi principali saranno legati alla mobilità, però serve che la gente sia partecipe. Per esempio, la fiaccola passerà nella Galleria non transennata. Sennò non ci sarà nessuno». Ma, intanto, piazza del Duomo è imbandita da fabbricati che scorticano la vista. Mentre la Galleria da sempre fa rima con magia. La presidente Cio, Kristy Coventry si è complimentata. Probabilmente non ha visto Santagiulia, cattedrale dell’hockey da 16mila posti, imperiosa ma ancora arroccata su una distesa di fango e buche d’acqua. C’è poco tempo per restituire miglior assetto: il 4 febbraio le prime partite di hockey. Zona dove tutto è ancora off limits: strade chiuse e talune da asfaltare, shuttle in servizio dal 2 febbraio per collegare la fermata del metrò al palazzo, in alternativa chilometrici percorsi a piedi. Era previsto un trenino urbano, ma se ne parla da tre anni. Rho e Forum sono più rassicuranti. Gli occhi degli esteti non apprezzano il villaggio olimpico posto nell’area ex scalo ferroviario di Porta Romana. Non prende la vista: sei ettari di case simil popolari per ospitare circa 1500 atleti. Poi diventeranno abitazioni per studenti e lavoratori. Serve la magia degli atleti. Nell’attesa meglio godersi quella de “I legnanesi”, celebre compagnia teatrale, che nelle recite al Manzoni hanno inserito un omaggio: passerelle con costumi sfavillanti, cinque cerchi a troneggiare e Mabilia, “quella che nessuno se la piglia”, tedoforo che accende il braciere. Ci vuol poco a creare atmosfera. Titolo dello show: ”I promossi sposi”. Che lo siano Milano e i Giochi.

Abbonati per continuare a leggere

Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.

  • Basic

    € 19 Prezzo standardRisparmi il 53%

    9,00al mese
  • 5 contenuti al mese
  • Più scelto

    Plus

    € 29 Prezzo standardRisparmi il 34%

    19,00al mese
  • 10 contenuti plus al mese
  • Nessuna pubblicità
  • Best value

    Pro

    € 49 Prezzo standardRisparmi il 20%

    39,00al mese
  • Contenuti illimitati
  • Supporto prioritario