Marquez mago delle novità
In Brasile è tornato il Sole, sia sulla pista che in casa Ducati. Dopo le difficoltà emerse nel weekend in Thailandia, la Casa di Borgo Panigale sulla nuova pista di Goiânia ha brillato grazie a Marc Marquez e Fabio Di Giannantonio. Lo spagnolo dopo aver dovuto cedere la medaglia d’oro a Pedro Acosta nella Sprint di Buriram è tornato al successo in una Sprint che gli mancava dal 6 settembre 2025 quando centrò la vittoria nel sabato del GP Catalogna (terminato poi alle spalle del fratello Alex). Diggia dopo essere scattato dalla pole ha provato a resistere fino all’ultimo al rientro di un Marquez che nelle prime fasi di gara ha gestito al meglio la gomma morbida.
Scacciati i fantasmi della Thailandia
Il romano è stato beffato da Marc a tre passaggi dal termine dopo un errore nella stretta “esse” 10-11 che ha concesso allo spagnolo di uscire più forte e farsi trovare davanti alla staccata dell’ultima curva. «Mi sarei accontentato del secondo posto - ha ammesso il nativo di Cervera -. Sarebbe stato pericoloso provare a superare Fabio, ma quando ho visto il suo errore allora ci ho provato ed è andata bene». Il catalano è sempre stato uno specialista dei nuovi tracciati (vincendo al debutto ad Austin, Balaton Park, Buriram e Termas de Rio Hondo), nonostante ciò, i dubbi erano molti: «Sono davvero contento, su questa pista non ero sicuro che sarei stato veloce, soprattutto nel primo e quarto settore, devo ancora migliorare, perché la gara sarà lunga, 31 giri sono forse troppi». L’1-2 Ducati scaccia i fantasmi di una crisi di risultati dopo la domenica no della Thailandia. Nonostante Michelin abbia portato in Brasile la stessa carcassa indicata dai ducatisti come parte dei problemi, a Borgo Panigale in queste settimane hanno lavorato sodo per risolvere la forte usura che aveva condizionato tutte le Desmosedici.
Aprilia in difficoltà ma riabbraccia Martin
Dopo il dominio mostrato nel Sud-Est asiatico, con quattro moto nelle prime cinque posizioni, in Brasile la Aprilia si è confermata velocissima ma relegata al ruolo di seconda forza alle spalle delle due GP26 di Marc e Diggia. A Noale possono però sorridere, dopo un 2025 complicatissimo condizionato da quattro infortuni e cinque operazioni, Jorge Martín sembra finalmente completamente a suo agio sulla RS-GP. Lo spagnolo, velocissimo in tutte le condizioni durante questi primi due giorni brasiliani, per la prima volta in gara si è messo alle spalle Marco Bezzecchi (quarto) sfruttando un errore di quest’ultimo. Martín, che dodici mesi fa si trovava convalescente dopo il secondo infortunio in poche settimane dall’inizio della sua avventura con la moto di Noale, è tornato sul podio (seppur nella Sprint) per la prima volta dal GP Solidarietà di Barcellona 2024 dove si laureò Campione del Mondo. Aprilia come nella passata stagione si è però confermata seconda forza del campionato, piazzando tre RS-GP a completare una top 5 tutta tricolore. Un dato importante per gli uomini di Noale, visto che in passato la moto veneta è stata capace di grandi picchi di prestazioni (la doppietta di Barcellona 2023) e weekend di completo anonimato. Nella Sprint brasiliana la miglior Aprilia ha sì incassato 3”5 da Marquez, ma ha comunque limitato i danni guadagnando punti in campionato su Pedro Acosta. Nella classifica iridata, infatti, alle spalle dello spagnolo della KTM, solo nono ieri (scatterà dalla stessa posizione per il GP), ci sono quattro Aprilia con Bezzecchi a -2, Martin a -8, ma anche i due piloti del Team Trackhouse Raúl Fernández (ieri dodicesimo) a -10 e Ai Ogura a -11. Pecco Bagnaia ha terminato in ottava posizione, dopo aver battagliato con colui che rileverà la sua Rossa. Il torinese, unico nelle prime posizioni con la media, ha provato ha recuperare nel finale fermandosi alle spalle di Alex Marquez.
Una voragine in pista
Lo svolgimento delle attività del sabato è stato ad alto rischio dopo che al termine delle qualifiche della MotoGP si è formata una buca all’inizio del rettilineo principale. Gli organizzatori sono prontamente intervenuti per riparare la pista consentendo lo svolgimento della Sprint, anche se con un’ora e venti di ritardo. «Per fortuna il buco era fuori dalla traiettoria ideale - ha commentato Marquez -. Se fosse stato sulla linea sarebbe stato impossibile correre. Spero che la situazione rimanga così».
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