Se la Mercedes ha i suoi problemi...
Il primo successo del 2026 la Ferrari potrebbe non averlo conseguito in pista, bensì dietro le quinte. Da dove è emerso il principale sviluppo della giornata d’apertura dei test del Bahrain. Il fronte dei quattro motoristi composto dal Cavallino, Honda, Audi e Red Bull sembra infatti destinato ad avere la meglio nella questione riguardante la power unit Mercedes, che sarebbe capace di sviluppare un rapporto di compressione oltre il limite di 16:1. La conferma, indiretta ma non troppo, è arrivata da Toto Wolff, direttore della Mercedes, che pure pochi giorni fa – in occasione della presentazione del team – aveva ribadito la legalità del motore invitando i rivali a darsi da fare per colmare il gap.
Toto Wolff tra difesa e rassegnazione: possibile cambio di regolamento FIA
Ieri, invece, nell’apertura dei test in Bahrain ha utilizzato toni differenti. Se prima si è definito "un po’ stupefatto, ma è così che funziona la Formula 1, le altre squadre e gli altri motoristi pensano che abbiamo un grande vantaggio e quindi fanno ‘lobby’ a livello politico", poi ha espresso quasi rassegnazione di fronte al sempre più probabile aggiornamento normativo, con l’introduzione di un sistema di misurazione della compressione non più soltanto a vettura ferma, ma anche a caldo. Cioè quando la power unit Mercedes riuscirebbe a raggiungere un rapporto di 18:1. "Non mi è ancora chiaro come siamo arrivati a questo punto nel giro di poche settimane. Ma se squadre, Federazione e detentore dei diritti commerciali dovessero unirsi, ci sarebbe poco da fare. Eppure noi abbiamo condiviso il progetto con la Fia, ricevendo tutte le garanzie sulla conformità alle regole, ma negli ultimi mesi gli altri costruttori hanno fatto ‘lobby’, con riunioni segrete, lettere segrete alla Fia. Se chi governa questo sport deciderà di cambiare la regola, dovremo accettarlo, non faremo appello". Parole che suonano come una resa di fronte al cambiamento che secondo Wolff non dovrebbe comunque guastare i piani della Mercedes e degli altri team – Williams, Alpine e la McLaren detentrice del titolo – che monteranno tale power unit. "Non è in ballo un enorme incremento di prestazioni, parliamo di due-tre cavalli, però così si crea un precedente pericoloso. E serve il tempo per poter rientrare nei parametri di una regola, perché se ti viene impedito di far funzionare un motore nel modo in cui lo hai sviluppato, i danni possono diventare seri".
Red Bull davanti a tutti nei test: Verstappen riferimento in pista
Se quel vantaggio della Mercedes di cui tanto si è parlato nella off-season sembra destinato ad azzerarsi, ora l’attenzione si sposta sulla Red Bull, che ieri ha impressionato per velocità e tenuta, con Max Verstappen autore del secondo crono, compiendo ben 133 giri. "La Red Bull – ha concluso Wolff – ha una vettura veloce e un motore completo. Loro sono in grado di utilizzare molta più energia sui rettilinei rispetto agli altri. Parliamo di un guadagno di un secondo al giro, per più giri consecutivi. Sono già il punto di riferimento. E poi hanno Max in auto… Noi invece non ci sentiamo pronti, non siamo soddisfatti per il set up, per il degrado degli pneumatici e per la gestione dell’energia".
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