Bezzecchi fa paura anche più del vento
Scenari da favola, con il rettilineo che punta in discesa verso l’oceano, un layout spettacolare con curvoni veloci e cambi di pendenza e persino la fauna locale che sembra guardare ammirata (anche se qualche esemplare talvolta invade la pista creando un’insidia). Phillip Island è sempre uno degli appuntamenti più suggestivi e amati dai piloti, ma tra le costanti ci sono anche un asfalto mangiagomme e un meteo problematico. Due anni fa, per esempio, il GP venne saggiamente anticipato al sabato, di fronte alle previsioni di una bufera domenicale (che in effetti portò alla cancellazione della Sprint). Oggi il problema si ripropone, con raffiche di vento fino a 70 km/h attese nell’orario (le 14 locali, le 5 in Italia) in cui domani è previsto il GP. Per questo si valuta un posticipo fino a un paio d’ore delle gare, argomento dibattuto anche nella Safety Commission di ieri, dove le opinioni erano discordanti. «Io avrei corso il GP di sabato» l’opinione di Pecco Bagnaia, in Q2 diretta nonostante problemi simili all’Indonesia su una delle sue due Desmosedici. «Se il problema è soltanto il vento, si può gareggiare, non si prospettano le condizioni del 2023, quando pioveva e sembrava di correre al buio» le parole di Pedro Acosta. Le opinioni variegate sul meteo diventano univoche quando si valuta il più veloce: Marco Bezzecchi, leader nelle Practice, ha confermato quanto di buono mostrato in Indonesia, almeno fino alla collisione con Marc Marquez, che costerà al riminese un doppio Long Lap penalty in gara, ragione per cui si attende un GP senza un favorito (ma con il pilota Aprilia che non va escluso dalla lotta per il primato nonostante la schiena ancora dolorante).
Marc Marquez a Valencia?
Marquez, invece, è al primo GP di assenza, sostituito da Michele Pirro, una parentesi che si protrarrà anche in Malesia (dove mancherà ancora lo stesso Jorge Martin). Marc sarà out anche in Portogallo mentre, pur con la prudenza raccomandata dai medici, non è tramontata la speranza per Valencia, per il GP e soprattutto per i test in ottica 2026, come confermato dagli uomini Ducati. «Non è impossibile, la situazione è risultata peggiore del previsto, ma non escludiamo un suo ritorno in Spagna» ha spiegato il direttore sportivo Mauro Grassilli, riferendosi al fatto che il piano A prevedeva la terapia conservativa, ma dopo una settimana è stato necessario ricorrere al piano B, con l’operazione alla scapola destra.
Bulega a Portimao?
Nel frattempo, in Portogallo, fra 20 giorni, potrebbe esserci Nicolò Bulega sulla Desmosedici GP del campione del Mondo, moto che il protagonista della Superbike (ancora in lizza per il titolo nel weekend conclusivo a Jerez) proverà fra pochi giorni, prima di unirsi al test team MotoGP nel 2026 in ottica di uno sbarco nella classe regina l’anno successivo. «Stiamo valutando l’ipotesi di farlo venire con noi a Portimao - ha confermato Grassilli -. Nicolò non conosce bene la moto e le gomme quindi avrebbe prima bisogno di un test». A proposito di futuro, la Moto3 dovrebbe diventare targata Yamaha a partire dal 2028, quando la classe cadetta avrà un fornitore unico dei motori, come già avviene in Moto2 (dove i propulsori sono Triumph). Una modifica atta a ridurre i costi per i team e che dovrebbe declinarsi con motori di grossa cubatura, da 700 di cilindrata.
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