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Leclerc cerca l’ace e Hamilton il colpo

Charles da 4 anni parte in pole, ma senza vittoria: come nel 2025  «Difficile con McLaren e Red Bull». Lewis: «Ottimista per il podio»

Giorgio Pasini Giorgio Pasini

Pubblicato il 19.09.2025, 13:30

4 min

Oggi, domani, oltre . Con il Mondiale già papaya (domenica la McLaren può festeggiare con largo anticipo il bis costruttori e il titolo piloti sarà deciso tra Piastri, Norris e... Stella al muretto), la chiave di questi ultimi due mesi e mezzo di 2025 è costruire il 2026. E appunto oltre. Lo fa Liberty Media che, come detto e ridetto da Stefano Domenicali vuole più Sprint, in stile MotoGP (che ha comprato). Una tendenza che non piace a Charles Leclerc, tanto meno l’idea della griglia invertita ( «il nostro sport deve restare così com’è, non credo che si debba reinventare nulla»), mentre Lewis Hamilton l’applaude. «Mi piacciono le Sprint, trovo quei weekend più intensi» dice, e non solo perché quest’anno ha vinto la prima in Cina, unica e sfuggente gioia della prima stagione in rosso. Alla quale vuole dare una svolta, sapendo chiaramente che tutto è ormai proiettato sul 2026 ormai alle porte. «Il passaggio sul progetto 2026 è avvenuto molto presto, e non è un aspetto entusiasmante perché di fatto resti bloccato con la macchina che hai. È un aspetto che credo renda questa stagione meno interessante» premette l’inglese che ha già vissuto svolte regolamentari nel 2009, 2013 (quella che l’ha fatto vincere di più con la Mercedes) e 2021, avvertendo anche: «Non credo che queste ultime gare avranno molta influenza sul prossimo anno, anche se l’obiettivo è vedere progressi e continuare a lavorare e fare esperienza con la squadra». 

L'obiettivo di Lewis

Insomma, basso profilo, tanto più a Baku, dove in 8 GP ha vinto una sola volta. Anche se ci arriva in crescita. «Una vittoria è un po’ improbabile, ma mi piacerebbe molto salire sul podio per la squadra. Sono ottimista, mi sembra di aver trovato un paio di cose e ora devo lavorare per sfruttarle». Vuole il colpo, il primo podio in Ferrari. Così come il compagno di squadra, che sul podio quest’anno c’è saluto cinque volte. Cerca la prima vittoria dopo aver masticato amaro a Monza. Un quarto posto che gli fa tenere i piedi per terra anche sulla pista che lo esalta di più, dove il monegasco ha dominato in F2, fatto i primi punti in F1 (Alfa Romeo) e da quattro anni conquista la pole. Senza però averci mai vinto. 
«C’è sempre mancato il passo gara per farlo - sottolinea il monegasco -. E onestamente non ho grandi speranze che quest’anno le cose potranno essere così tanto diverse. La McLaren sarà la squadra più forte e ci sarà la Red Bull che a Monza ha trovato qualcosa. Quindi, non sarà facile, ma resto dell’idea che Baku resti una delle piste tra quelle che restano in calendario in cui potremo andare meglio». L’occasione per una hole in one (anche perché è una delle ultimissime, la più ghiotta). Forse per questo ieri nel paddock s’è dato al (mini) golf.

Ottimismo per Charles

Poi, con qualche speranza a Singapore e Las Vegas, sarà davvero 2026. Con Charles più ottimista rispetto a qualche tempo fa, quando dopo le prime uscite al simulatore con il progetto della rivoluzione parlava di macchina brutta da guidare. «Ci sono passi avanti importanti ogni settimana, rispetto all’ultima volta in cui ho commentato le sensazioni che provavo al simulatore posso dire che le cose sono decisamente migliorate - afferma Leclerc -. Sono contento di come lavoriamo, vedremo l’anno prossimo dove saremo. La prendo come una sfida da vincere, ma allo stesso tempo sappiamo che potremmo non vincere. E potrebbe accadere per diversi anni». Troppe delusioni per illudersi. 

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