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Lauda e i tifosi spingono la Ferrari

Bagno di folla davanti al Duomo di Milano e svelata la livrea che celebra i 50 anni del primo titolo rosso di Niki

Giorgio PasiniGiorgio Pasini

Pubblicato il 04.09.2025, 13:30

5 min

TORINO -  Basta un «forza Ferrari» pronunciato in italiano che Piazza del Duomo di Milano colorata di rosso esplode. Lewis Hamilton formato rock star, come il mitico “siete caldi” di Madonna al concerto di Torino del 1987, la prima volta della regina pop in Italia. Quella di questo weekend, anticipata ieri da un evento che probabilmente è servito più al sette volte campione del mondo che ai tifosi per ritrovare il sorriso, sarà la sua prima in Rosso nel Tempio della Velocità. Una delle sue case preferite: 5 vittorie, come Michael Schumacher e come purtroppo le posizioni di penalità da scontare domenica in griglia. Che non fermano il suo ritrovato entusiasmo. «Guidare a Monza è incredibile, come è incredibile l’affetto di questa gente - afferma Hamilton -. Corriamo con il minimo carico, è come un ballo sulle punte. All’Ascari galleggi...». Gli occhi dell’inglese s’illuminano. E il popolo rosso gode, anche perché Lewis garantisce: «Darò tutto». Senza una promessa di vittoria che sa benissimo di non poter (salvo un’impresa incredibile) mantenere. Per la superiorità della McLaren, per le sue difficoltà con la SF-25, per l’handicap pesantissimo che avrà al via, nella migliore delle ipotesi in terza fila. Ma il podio lo sogna, lo vuole. Per spezzare un’astinenza che dura da 17 gare, tutte le 15 corse in rosso. E per rivivere quello che ha capito nel 2019, quando salì sul terzo gradino e visse la follia rossa per la prima vittoria di Leclerc a Monza. «Ho visto cosa vuole dire... Vincere a Monza è fantastico e ci sono riuscito più volte, ma ricevere l’affetto da ferrarista è unico. Essere pilota Ferrari a monda è la cosa più speciale di sempre».

Emozione Lauda

Lewis (come Charles che indosserò un casco in onore di Niki), sarà spinto anche dal legame (il suo davvero speciale nell’era Mercedes) con Lauda, che la Ferrari ha deciso di celebrare in occasione del 50° anniversario della conquista del suo primo Mondiale in Ferrari avvenuta proprio a Monza il 7 settembre 1975, quando vinse il compagno di squadra Clay Regazzoni e l’austriaco arrivò terzo assicurandosi il titolo. Domenica sarà proprio il 7 settembre e le SF-25 avranno una livrea che ricorderà quella delle 312 T. Stessa tonalità di rosso, strisce bianche longitudinali, nomi dei piloti scritti in corsivo, ala posteriore argento metallizzato per ricordare l’alluminio utilizzato allora, ruote col disegno del cerchioni dell’epoca e soprattutto il cofano bianco. E domenica, prima del via (ore 15), Jean Alesi porterà in pista la 412 T2 del 1995, l’ultima monoposto equipaggiata col mitico motore V12 di Maranello. Chi sa come si fa e cosa vuole dire (in rosso) e ci crede, ma soprattutto ha più possibilità, è Leclerc, che guardando la folla dice: «All’inizio dell’anno avevo avverti Lewis di cosa vuole dire correre per la Ferrari e ancor più di farlo a Monza, ma non mi abituerò mai a tanta passione». Cerca la prima vittoria dell’anno, sa che questa forse è l’ultima vera chance. E pensa a un anno fa, il suo secondo trionfo a sorpresa da ferrarista nel GP d’Italia. «Anche noi francesi diciamo che non c’è due senza tre... Vincere è difficile, ma non impossibile. Di sicuro daremo il duemila per cento per riuscirci».  Oggi saranno ancora parole, all’Autodromo però. Poi parleranno i motori e il cronometro. E perché siano rossi Fred Vasseur riporta subito tutti sul pezzo. Sa che aspettative e tifo sono un’arma a doppio taglio, il team principal. «Daremo tutto quello che abbiamo, sapendo di poter contare sull’amore e sul sostegno dei nostri tifosi - assicura il francese -. Vogliamo dare il massimo per ripagarli, ma per riuscirci dobbiamo mettere da parte le emozioni e concentrarci sull’esecuzione perfetta del weekend, dal primo giro di prove libere all’ultimo della corsa di domenica». Galleggiando verso il traguardo prima degli altri, papaya compresi. Per godersi dall’alto l’invasione e il gigantesco cuore rosso che a Monza non mancano mai. Comunque.  

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