
Razgatlioglu, un ciclone in MotoGP
Nato per essere unico. Toprak Razgatlioglu non è soltanto il primo pilota ad approdare nel Motomondiale dopo tre titoli nella Superbike, poiché ha ulteriori tratti inediti: è il primo turco nella MotoGP, ma è anche un caso unico di figlio d’arte di un motociclista non impegnato nelle corse bensì di uno stuntman, “Tek Teker Arif”, molto noto in patria. E, sempre per rimanere nel campo delle unicità, Toprak ha fatto conoscere il suo talento in sella sul palco di “Yetenek Sizsiniz” la versione turca di “Got Talent”, dove a 15 anni si esibì in equilibrismi con moto di ogni tipo (stradale, Trial, Motard e persino un Quad). Acrobatico, certo, ma anche tremendamente veloce, come dimostrò fin dal primo impatto con il motociclismo “senior”, dato che nel 2014 a Magny-Cours vinse al debutto nella Stock 600.
Il predestinato
Un predestinato per chi, come Manuel Puccetti, ebbe modo di conoscere il talento, ma anche e soprattutto la disciplina del ragazzo di Alanya. Con il suo team, il manager emiliano lo ha portato fino alla Superbike, dove il pupillo di Kenan Sofuoglu - padre del motociclismo turco con cinque titoli mondiali Supersport – si è messo in luce con la Kawasaki per poi esplodere con la Yamaha, guidata come una BMX e portata al titolo nel 2021. Con Iwata, Razgatlioglu sognava di volare in MotoGP, un desiderio rimasto però tale con la vecchia gestione poco interessata a inserirlo accanto a Fabio Quartararo. La reazione del turco è stata simile a quella di Valentino Rossi quando, nel 2003, lasciò la Honda per la Yamaha: questa volta i tre diapason si sono trovati dal lato sbagliato della vicenda, perdendo un top rider, andato a risollevare il progetto BMW Superbike. Dove l’arrivo del turco ha portato due titoli in due anni, nonostante la concorrenza della Ducati e di Nicolò Bulega, nel frattempo il cambio di gestione nella struttura MotoGP Yamaha ha aperto le porte dei prototipi a Razgatlioglu attraverso il Team Pramac.
Le parole di Razgatlioglu
Talentuoso, acrobatico, pressoché invincibile in staccata, senza peli sulla lingua, rappresentante di un Paese nuovo per la MotoGP. Gli ingredienti per rendere il 29enne uno dei rookie più attesi di sempre non mancano. Il 2026 di Toprak inizierà già ad Aragon fra una ventina di giorni, con una sessione di test che anticiperà quella del 18 novembre, quando per la prima volta a Valencia condividerà la pista con i campioni della MotoGP. «Sono consapevole di ciò che mi attende, molte persone sono pronte a screditarmi se non otterrò i risultati della SBK, questa è la mia sfida più grande» ha ammesso Razgatlioglu, che dovrà conoscere moto, piste, rivali e gomme differenti, per poi andare all’attacco nel 2027, con il reset della MotoGP rappresentato dalle nuove 850 di cilindrata, inoltre il passaggio alle Pirelli potrebbe favorirlo, lui che è cresciuto con le gomme italiane.
Le dichiarazioni di Bulega
Dopo la chiusura del Mondiale 2025, la Superbike ha perso il suo recordman (il sei volte campione Jonathan Rea) e il suo detentore del titolo, Razgatlioglu, con i lati positivi ma anche quelli meno buoni, come i sostenitori turchi che domenica hanno fischiato Bulega dopo l’incidente con Toprak nella Superpole Race. Un episodio per il quale Sofuoglu, mentore di Razgatlioglu, si è scusato pubblicamente. «Essere scortato dalla polizia per tutto il giorno non è stata una bella esperienza. Non abbiamo bisogno di ultras, ma soltanto di persone che amano questo sport» ha detto Bulega, il pilota più atteso nei primi test in ottica 2026 iniziati ieri a Jerez. Il ducatista, favoritissimo per il titolo, ha condotto il gruppo con la nuova versione della Panigale V4 R, rifilando oltre un secondo a Xavi Vierge (nuovo acquisto Yamaha) e a Stefano Manzi, al debutto dopo il titolo Supersport. Oggi la chiusura, poi fra una settimana Bulega dovrebbe provare sia la Panigale con gomme Michelin, in ottica Superbike 2027, ma anche la Desmosedici in vista del debutto in MotoGP, in sostituzione di Marc Marquez, fra 20 giorni a Portimao.
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