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L’intruso? Bastianini, uomo mercato tra i dubbi Ktm

Il romagnolo risale la classifica con il ritorno alla gomma standard e nella fase cruciale per il futuro

Mathias CantariniMathias Cantarini

Pubblicato il 25.04.2026, 06:30

3 min

Quattro Aprilia e cinque Ducati direttamente in Q2. Per scovare l’intruso è corretto andare in casa Ktm, ma questa volta il merito non è di Pedro Acosta, soltanto 15° e con un diavolo per capello. A salvare la bandiera è stato infatti Enea Bastianini, autore di un «buon venerdì anche se nelle prime libere ero un po’ in slow motion». Il riminese ha confermato i passi avanti di Austin, figli in primis del ritorno alla gomma con carcassa standard: «Con la quale mi sono sentito istantaneamente meglio, mentre con la gomma di Thailandia e Brasile non avevo grip. Meglio così, quella di Austin e Jerez è la tipologia di pneumatici che verrà usata più frequentemente».

Buone notizie

Le buone notizie per Bastianini arrivano in una fase cruciale per il mercato: nessuno come Enea ha vissuto settimane di incertezza, poiché il 28enne fa parte di un team (Tech 3, ora diretto da Gunther Steiner) ancora incerto su quale moto utilizzerà il prossimo anno, con il possibile passaggio alla Honda. Bastianini dovrebbe andare sul sicuro, con il ritorno a una Ducati satellite, ma non si sta limitando ad attendere il futuro. Ad Austin ha conquistato una bella sesta posizione in gara - a metà tra i fratelli Marquez - e a Jerez può coltivare ambizioni interessanti. «Alla fine il nostro tallone d’Achille è la velocità di percorrenza in curva, che non è paragonabile a quelle di Ducati e Aprilia, questo ci rende più deboli sul giro secco, ma al tempo stesso abbiamo anche noi punti forti: la Ktm è ottima in frenata e inserimento di curva, doti che possono fare la differenza in gara».

Fare la differenza

Doti che si uniscono alla proverbiale capacità di Bastianini di fare la differenza alla distanza, grazie alla dolcezza nella guida - e alla stazza non da colosso - che gli permettono di non stressare gli pneumatici. «Anche se qui a Jerez il drop della gomma alla distanza non è mai eccessivo. Mi ripeto, la vera differenza è legata alla carcassa: con quella standard, sono tornato ad avere grip al posteriore». Il ritorno alla gomma standard ha permesso a Bastianini di mostrare quei progressi che il riminese annunciava, ma che non erano suffragati dal cronometro: «Io ho compiuto un passo verso la Ktm, sento di guidarla diversamente, in Thailandia e Brasile non si vedeva. Poi ad Austin è riapparso magicamente il grip. E ora posso ambire a qualcosa di interessante in gara, anche perché qui le rimonte sono possibili». E per una volta, Enea potrebbe partire davanti ad Acosta

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