Il cuore di Acosta, la testa di Martin  

Pedro simula la caduta di sabato: "Bisogna ridere dei propri errori". Jorge 2° stacca Marquez nel Mondiale e non deve operarsi alle braccia 

Mathias Cantarini Mathias Cantarini

Pubblicato il 21.09.2026, 13:30

5 min

Lo squalo ha lasciato il proprio morso nella casa del toro. Pedro Acosta ha vinto la sua prima gara in MotoGP. Arrivato da predestinato dopo il titolo lampo in Moto3 e l’alloro in Moto2 alla seconda stagione, ha dovuto aspettare 56 GP (due stagioni e mezza) per il primo successo nella top class. «Voglio battere Marc ad armi pari» aveva detto a Gottfried Neumeister, ceo Ktm nella trattativa per il rinnovo. Il successo è arrivato però prima di approdare il prossimo anno a Borgo Panigale. Una vittoria conquistata con una gara perfetta, che fa dimenticare immediatamente l’errore della Sprint dove era caduto mentre si trovava in testa a tre giri dal termine. «Sono davvero felice, mi ricordo l’ultima vittoria in Indonesia nel 2023 - ha esordito Acosta -. È stato un percorso molto lungo fino a questo momento, con molti errori lungo la strada». Nonostante l’addio ormai annunciato alla Casa austriaca . che torna al successo sulla pista di Casa per la prima volta dal GP Austria 2021 con Brad Binder, e al successo in MotoGP dal GP Thailandia 2022 con Miguel Oliveria - Pedro si è detto estremamente contento di aver regalato questo successo a Ktm: «Sono molto felice anche per i ragazzi perché la scorsa stagione non è stata difficile solo per ma per tutta la Casa. Ho passato molto tempo a pensare a questa vittoria e finalmente ci sono riuscito». Dopo aver tagliato il traguardo, Acosta ha esorcizzato l’errore della Sprint simulando una caduta nello stesso punto. «Dopo lo sbaglio più ridicolo della mia carriera penso non ci fosse altro modo per festeggiare, bisogna ridere dei propri errori».

MotoGP Austria, Martin torna leader del Mondiale

Il GP Austria ha nuovamente ribaltato i valori del campionato, la Aprilia è tornata a fare la voce grossa - venendo battuta solo dal fenomeno Acosta - con Jorge Martin e Marco Bezzecchi sul podio e il rientrante Ai Ogura in quarta piazza. «Ero arrivato in Austria con tanti punti interrogativi - ha esordito Martin, tornato leader del Mondiale -. Alla fine è andato tutto bene e posso evitare di operarmi per la sindrome compartimentale». Grazie ai 32 punti conquistati in Austria e alla domenica complicata di Marc Marquez e delle Ducati, Jorge è tornato leader con 12 punti di vantaggio sul connazionale. «Ho fatto il massimo - ha proseguito Martin -. Pedro ha gestito al meglio la gara, ho provato ad avvicinarmi nel finale ma non sono mai riuscito a portare un reale attacco. Sono comunque soddisfatto perché andrò in Asia da leader del Mondiale». Ha chiuso con due terzi posti il weekend Marco Bezzecchi. Il romagnolo si dice soddisfatto del grande lavoro fatto con la squadra: «Venerdì e sabato ero in difficoltà, non avrei mai penato di salire sul podio nella Sprint, mentre credo di essermi meritato quello del GP. Sono contento di aver lavorato così, ho guardato qualsiasi cosa e mi fuma il cervello in questo momento» ha scherzato l’ufficiale Aprilia. In campionato ora Bez dista 42 punti dal compagno: «Sarà dura, ma non è finita e farò il massimo per continuare a lottare con Jorge e Marc».

Marc Marquez, problemi Ducati nel GP d'Austria

Dopo la doppiet ta Sprint-GP degli ultimi due round, il cambio di carcassa della gomma posteriore ha rimesso in difficoltà la Ducati. Oltre a questo, Marquez ha dovuto lottare anche contro un problema in frenata: «Fin dal primo giro ho capito che c’era qualcosa che non funzionava con il freno. In curva 1 sono rimasto completamente senza, con la leva che è andata a vuoto. Fortunatamente lì c’è spazio per rimediare. Il quarto posto senza questo problema era alla portata».

Bagnaia settimo: la Ducati cerca risposte

Torna a sorridere Pecco Bagnaia, settimo e seconda Ducati al traguardo dietro solo al compagno di squadra arrivando anche a insidiarlo durante il GP: «Ci ho provato, ma lui ne aveva un po’ di più - ha commentato il torinese a riguardo -. La cosa importante è rimanere più avanti possibile e anche finire la gara. Se devo dare il 100% lo faccio, ma nelle situazioni in cui potevo evitare di rischiare l’ho fatto».

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