
"Mi ispiro a Senna. Darò tutto per vincere"
TORINO - Punta in alto Andrea Kimi Antonelli. Altissimo. L’avevamo capito, l’abbiamo visto e sentito con i nostri occhi e le nostre orecchie due domeniche fa, quando ha conquistato in Cina la prima vittoria in Formula 1, candidandosi a un Mondiale che appare chiaramente come un duello tutto in famiglia Mercedes con George Russell. E il bolognese l’ha ribadito a freddo prima di volare in Giappone per il terzo atto iridato, partecipando all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola al quarto Happy BirthAyrton, un evento organizzato dai fan italiano del mito brasiliano. Un luogo e una scelta non casuali. Perché Kimi, che corre con il 12, il primo numero scelto da Senna, da lì parte e lì allo stesso tempo vuole arrivare. Alla leggenda «Ayrton per me è sempre stato un mito - racconta il 19enne, nato dodici (a proposito di quel numero...) anni dopo la morte del brasiliano al Tamburello di Imola -. Ho guardato a quanto Senna faceva per la gente, per il Brasile, lui è stato per me una fonte di ispirazione. Curava ogni dettaglio per essere vincente. Io faccio la cosa che ho sempre sognato e amato e sono disposto a dare tutto per il mio obiettivo. E voglio raggiungerlo».
"La macchina va veramente forte"
Umanamente Kimi mostre con naturalezza non costruita valori e umiltà molto simili, sportivamente significa salire sul tetto del mondo. Come per altro lo incita Riccardo Patrese, il padovano che negli Anni 90 ci è andato vicino. Ultimo italiano a riuscirci. «Già l’anno scorso avevo mostrato a sprazzi un po’ quello che potevo fare - la risposta di Antonelli -. Ovviamente non ero mai riuscito a concretizzare tutto il potenziale ed è una cosa su cui sto cercando di puntare quest’anno, perché ho una grandissima opportunità tra le man. Io e George abbiamo una macchina che va veramente forte e quindi voglio cercare di fare del mio meglio per sfruttare questa opportunità al massimo. Sono consapevole che non può capitare ogni giorno, quindi devo provarci. Cercherò di essere pronto e ci proverò fino alla fine, perché sono in una bella posizione, in un grande team».
"Vincere è troppo bello"
E una grande macchina. La W17 che ha riportato la Mercedes ai fasti della prima era ibrida, con una superiorità enorme del motore della Stella. «Ora è superiore, però ci sono altre macchine che hanno il nostro stesso motore. Diciamo che il pacchetto è molto più completo e devo ammettere che il team sta facendo un grandissimo lavoro» dice Kimi, sottolineando però con forza: «Non è solo una questione di motore, perché comunque le curve le devi fare. Le persone parlano troppo del motore e troppo poco del telaio, perché alla fine la macchina in sé va molto bene, tanto che in Cina eravamo gli unici che in gara avevamo così poco graining sulle gomme. Mi sembra chiaro il messaggio: la macchina funziona». Inevitabile il riferimento alla lotta interna con il compagno di squadra, specie pensando alle scintille tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg, specie nel 2016. «Sono perfettamente consapevole che ci deve essere una bella dinamica all’interno del team - chiarisce Antonelli -. Ovviamente siamo tutti e due super competitivi, ma c’è un sacco di rispetto e ci stimiamo a vicenda. Sicuramente sono il tipo di persona che non vuole che capiti quel tipo di situazione...». Che non vuol dire chinare la testa o lasciare la porta aperta. S’è visto al via di Shanghai... «Arrivare secondo non sarebbe una sconfitta, però adesso ho vinto un GP e so che potrei ripetermi. Vincere è troppo bello».
Ora Suzuka
E già da venerdì ci sarà la prova della pista a Suzuka. «Ci vado con le idee chiare sull’obiettivo da raggiungere su quello che devo fare - chiarisce il bolognese -, però senza mettermi troppa pressione, perché ovviamente a Shanghai è andata bene. Sono contentissimo di ciò e sono consapevole di quello che posso fare, però so che non sarà facile e dovrò stare concentrato senza mettermi in ulteriori dubbi. Niente aspettative». Ma tanto lavoro fatto anche al simulatore di Brackley. «A Suzuka è una pista complicata per la ricarica della batteria, bisognerà lavorare bene nella gestione dell’energia, essere sul pezzo sin da subito. E poi è stata riasfaltata tutta, per cui avrà un grip diverso e, stando alle previsioni, farà anche freddo. Insomma, ci sarà anche l’incognita del tempo e, quindi, non si dovrà sbagliare niente».
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