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Ferrari lotta: ma non è finita, c’è da sperare

A Melbourne arriva la prevista doppietta Mercedes, ma le Rosse sono molto più vicine rispetto alle qualifiche. Leclerc sale sul podio e Hamilton lo tallona: il calendario può aiutare

Giorgio PasiniGiorgio Pasini

Pubblicato il 09.03.2026, 06:15

6 min

C’è speranza. Sì, il Mondiale delle rivoluzione indigesta ai piloti ma non agli spettatori (483.934 nel weekend per una Melbourne sold out) non è finito alla prima gara, come le qualifiche choc del GP d’Australia hanno fatto temere. Tutti inseguono le Mercedes del motore maggiorato, le Ferrari da vicino. Terzo Charles Leclerc (podio numero 51, come Mika Hakkinen), quarto Lewis Hamilton. Merito di una SF-26 davvero equilibrata e meccanicamente vincente (da quanto non succedeva). Lo dicono i rivali, in particolare Lando Norris che è il campione del mondo in carica e guida la McLaren che solo pochi mesi fa era un’astronave: «La Ferrari ha chiaramente la macchina migliore, la loro velocità in curva è incredibile». Un ottimo punto di partenza, come proprio la capacità di gestire questo frangente chiave che ha proiettato alla prima curva Charles Leclerc da quarto a primo e Lewis Hamilton da settimo a terzo. Se a Maranello sapranno sviluppare bene la SF-26 e magari salteranno due GP di aprile per la guerra (Arabia Saudita e Bahrain), allora si potrà sperare di arrivare alla svolta di giugno (quando i controlli sul motore Mercedes saranno più pressanti) con un gap recuperabile. 

Wolff ironizza: "Ferrari ottima partenza, poi mi ha sorpreso..."

Fin qui le note positive (e già partire da quelle dovrebbe soddisfare la “comunicazione rossa”, che ha fatto avere alla squadra i complimenti pubblici dell’a.d. Benedetto Vigna). Ma ovviamente non si può far finta che ci sia un presupposto, negativo: l’occasione offerta del nuovo regolamento ha stravolto i valori, ma per ora è stata nettamente vinta dal “pacchetto” Mercedes, ovvero dall’insieme di motore, macchina e soprattutto politica che sta facendo la differenza. E poi il primo GP ha mostrato un altra pecca: la strategia del muretto rosso è stata perdente, offrendo a Toto Wolff anche l’occasione di ironizzare. «La Ferrari ha fatto un’ottima partenza, poi sono sorpreso che non abbiano fermato almeno una macchina con la prima virtual». La chiave del GP, che ha visto Leclerc in testa all’inizio e protagonista di una furiosa battaglia con George Russell, è stato al 12° giro, quando il motore Red Bull ha appiedato Isack Hadjar. La classifica vedeva il monegasco leader con mezzo secondo su Russell, uno e mezzo su Hamilton, due e mezzo su Kimi Antonelli. La Mercedes ha approfittato della Virtual Safety Car per un doppio pit-stop (andando più piano le macchine, la sosta si paga di meno), la Ferrari ha lasciato fuori entrambi i piloti. Un errore, pagato a caro prezzo con la seconda virtual arrivata sette giri dopo per il ko di Valtteri Bottas. Il finlandese ha parcheggiato la sua Cadillac (motorizzata Ferrari) all’ingresso della pit-lane, chiusa così dalla direzione gara, impedendo alla Ferrari di sfruttarla per restare in testa. 

Leclerc: "La nostra è stata una scelta consapevole"

«Avremmo dovuto fare il primo pit stop» ha detto secco Hamilton nelle interviste post-gara dopo aver criticato la decisione subito via radio. Leclerc invece l’ha difesa: «La nostra è stata una scelta voluta e consapevole. Sapevamo che la prima non sarebbe stata l’unica VSC e abbiamo pensato che sarebbe stato meglio aspettarne un’altra. È stato un azzardo, ma siamo stati un po’ sfortunati». Mentre il team principal Frederic Vasseur ha tagliato corto: «Non penso che sarebbe cambiato qualcosa». Di sicuro avrebbe costretto la Mercedes a tirare e mostrare tutto il suo potenziale. Avrebbe aiutato. E poi non si sa mai quando si deve spremere l’auto. Con questo Leclerc s’è definito «per niente contento». Non gli basta il podio, ma ha capito che è un buon punto di partenza. «Tutti abbiamo avuto problemi, noi tra quelli che ne abbiamo avuti di meno. La cosa di cui non sono contento è il passo. Nel weekend abbiamo cambiato spesso il set-up e in gara non ero nella finestra giusta. Ho fatto tanta fatica a finire terzo. Alla fine Lewis era più veloce di me. Però è stato comunque un buon inizio. Gli otto decimi di gap dalla Mercedes in qualifica mi hanno fatto male, in gara sembra che siamo molto più vicini. Spero sia sempre così e di togliere il gap in qualifica».

Hamilton: "Possiamo colmare il divario, ma non sarà facile"

Molto carico Hamilton, che pare davvero rinato nonostante l’astinenza da podio sia salita a 25 gare. «Credo che possiamo colmare il divario - le parole dell’inglese -. Non sarà facile, c’è molto lavoro da fare, perché le Mercedes hanno un vantaggio significativo soprattutto sul giro secco. Dobbiamo scoprire se è colpa della potenza o della batteria, ma la nostra auto sembra veloce come la loro in curva e dunque dobbiamo continuare a spingere. Quello che abbiamo raccolto non è esattamente quello che volevamo, però io mi sono sentito alla grande fin dall’inizio e alla fine con altri due giri avrei superato Charles. Ci sono tantissimi aspetti positivi da registrare. Abbiamo tanto lavoro da fare per prendere la Mercedes, ma non è impossibile. Dobbiamo continuare a spingere e a stringere i denti per la prossima gara». Già questo fine settimana in Cina, con la Sprint si sabato che evoca al sette volte campione del mondo l’unico ricordo positivo della passata stagione: pole e vittoria nella gara breve, poi il buio. 

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