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Arriva la nuova ala? La Ferrari resta vecchia  

Il “reset” dei valori in pista con il cambio delle regole non c’è stato o comunque la Rossa non è ha approfittato

Giorgio Pasini Giorgio Pasini

Pubblicato il 31.05.2025, 06:15

4 min

TORINO - Ala nuova, Ferrari vecchia. Guardare Charles Leclerc e Lewis Hamilton faticare sulla pista bollente di Barcellona e ancor più ascoltare i loro team radio nel venerdì dell’attesa (piccola) rivoluzione regolamentare, con l’applicazione dell’attesa direttiva tecnica sull’inasprimento dei controlli alla flessione delle ali anteriori (considerata una delle armi più efficaci della McLaren), sembra di essere tornati a Imola. Al doppio flop nelle qualifiche, riparato parzialmente in gara e soprattutto con il secondo posto exploit del monegasco la settimana scorsa sulle strade di casa.

Ferrari, così non ci siamo

"Le sensazioni sono state orribili dalla prima all’ultima curva. Non sento l’auto, non siamo da nessuna parte" afferma Leclerc, che in classifica si trova quinto dietro le due papaya, Russell e Verstappen a mezzo secondo tondo tondo da Oscar Piastri. Su una pista corta. E veloce. "Macchina inguidabile" sentenzia ancora più duro Hamilton, che all’australiano leader del Mondiale paga 7 decimi per un 11° crono che trasportato in qualifica significa mancare l’accesso al Q3. Il tutto in una sessione nella quale i meccanici sono dovuti intervenire in modo sostanziale sugli assetti, cambiando. Mai un bel segnale. L’impressione è che la Ferrari abbia preso la strada sbagliata, soprattutto dopo le prime libere mattutine, nelle quali invece la SF-25 senza aggiornamenti se non la nuova ala anteriore con un profilo laterale leggermente diverso, come la direzione delle pelli di carbonio sui flap per limitarne la flessione (a Maranello comunque sono stati quelli più conservativi sul tema), aveva mostrato un buon passo in funzione gara. Poi è cambiato tutto. Tranne le McLaren che volano sempre (Piastri sul time attack, Norris nei long run), un George Russell di nuovo a posto con la Mercedes sul giro secco e soprattutto un Max Verstappen in versione predatore seriale.

Ferrari attesa al rilancio a Barcellona

Così la Ferrari ha scelto la strada della cautela. E a freddo (e ufficialmente) i piloti sono stati meno tranchant. "Giornata complicata non solo per noi ma un po’ per tutti in pista, con comportamenti della vettura difficili da interpretare e prestazioni altalenanti. Per quel che ci riguarda, abbiamo apportato alcune modifiche nella seconda sessione che ci hanno permesso di raccogliere dati su cui lavorare nella notte. Ora ci concentreremo sull’analisi per migliorare in vista delle qualifiche" le parole di Lewis. "Fa molto caldo in pista, il che complica un po’ le cose, poiché il grip non è buono quanto vorremmo. Tuttavia è stata una giornata più positiva del previsto perché c’è più prestazione di quanto mi aspettassi nella vettura e spero che riusciremo a tirarne fuori ancora in vista delle qualifiche. C’è ancora parecchio lavoro da fare, ma sembra che non siamo troppo lontani" quelle di Charles, evidentemente confortato dai dati esaminati del debriefing. "Abbiamo faticato un po’ di più nel pomeriggio, ma abbiamo anche raccolto buone informazioni. Era la prima volta che usavamo l’ala anteriore e abbiamo molto lavoro da fare - la conferma di Fred Vasseur -. Dobbiamo migliorare sul giro veloce, ma credo sia più una questione di gestione delle gomme e di come posizionarle nella finestra giusta all’inizio del giro, piuttosto che altro". La verità oggi pomeriggio nelle qualifiche. Barcellona non è una pista che mette molto le... ali ai sorpassi...

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