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Verstappen cannibale, ma questa è Formula Sopravvivenza

Cordoli mangia gomme, almeno tre pit-stop obbligatori e caldo da svenimento: le condizioni estreme a Losail non fermano il campione del mondo e lanciano la McLaren

Giorgio PasiniGiorgio Pasini

Pubblicato il 09.10.2023, 18:55

6 min

Torino - Perché girare e montare tutto un anno dopo, affidandosi a Netflix o finanche a Brad Pitt. Drive to Survive è live, in pista, adesso. Basta andare a correre in pieno deserto, dove dopo il tramono si boccheggia come nelle nostre città a ferragosto, aggiungendoci qualche difficoltà, come un percorso d’addestramento da Marines. Vedi cordoli killer a forma di piramide che manco nei film di Alien contro Predator e che infatti distruggono le gomme (e le macchine: la Ferrari di Carlos Sainz che non parte proprio) e producono un effetto collaterale che ne produce a sua volta un altro ancora peggiore, come un circolo vizioso. Come preannunciato sabato (senza però avvertire i piloti, con lo spagnolo della Rossa furibondo: «Non ci ascoltano, non contiamo nulla»), la Fia segue la Pirelli e obbliga tutti a non usare più di 18 giri (compresi quelli percorsi nelle prove) ogni gomma, quindi a una gara con tre soste che la trasforma in una qualifica di 57 giri, perché non c’è gestione. Uno sforzo disumano, in abitacoli appoggiati sulle batterie e davanti a power unit da 1.000 cavalli che, come denuncia Estaban Ocon svelando di aver vomitato in corsa, diventano «forni da 80 gradi».

Dalla Formula Noia alla Formula Sopravvivenza

Il risultato è la trasformazione della Formula Noia nella Formula Sopravvivenza, con l’americano Logan Sargeant che al 41° giro torna al box Williams facendo a lungo fatica a scendere dalla macchina. «Non ce la faccio più, non ce la faccio». In lotta per il podio George Russell e Lando Norris alzano spesso la visiera in corsa e le mani sopra il volante per prendere un minimo d’aria. Oscar Piastri, che dopo la prima vittoria da rookie nella Sprint viene votato “pilota del giorno” (da 6° a 2°, col compagno da 10° a 3°: la McLaren è davvero la nuova rivale della Red Bull, specie per il prossimo anno), si siede a lungo prima di riuscire a parlare al microfono di David Coulthard. «È stata la corsa più dura della mia vita» dice stremato, poi nel retro podio si sdraia per terra. Norris non è da meno e rivela: «Ci sono piloti svenuti al centro medico». Tra questi Lance Stroll, che uscendo dall’Aston Martin barcolla e sbatte contro un’ambulanza, disidratato. Come Jorge Martin nella prima in India della MotoGP. Perché pecunia non olet, vero, e i nuovi mercati (Medio Oriente, Asia) sono quelli che pagano di più Liberty Media e Dorna, ma poi non producono sport, ma domeniche bestiali da documentari nella giungla.

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