
Rivoluzione Ferrari, ritorno al passato
Mondiale andato: a Monza l’assoluta priorità è vincere, a costo di sacrificare lo sviluppo e rischiare il motore
TORINO – La Ferrari vuole incendiare Monza, riaccendere la passione dei tifosi che possono finalmente riempire di nuovo l’Autodromo ma che sono stati gelati dalle ultime uscite della Rossa. Sul come riuscirci, dopo aver dovuto anche affrontare un’altra magagna che conferma il periodo davvero no, con uno dei tir di rientro da Zandvoort che ha rischiato di andare a fuoco in autostrada a Susa, a Maranello c’è stato un lungo ragionare. Anche perché il Tempio della Velocità («un tracciato velocissimo, l’unico rimasto in calendario, particolarmente esigente per i motori e le vetture» lo descrive Mattia Binotto) non è certo il terreno di caccia preferito della F1-75, che invece ama (amava?) le curve lente e le piste di trazione. Mentre all’opposto la Red Bull di Max Verstappen (che punta all’11° centro stagionale e al record di 13 vittorie in un anno realizzate da Michael Schumacher nel 2004 proprio con la Ferrari e Sebastian Vettel nel 2013 con le monoposto “bibitare”) vola sul dritto e ha un DRS efficientissimo. In più, checché ne dica il team principal, la Ferrari ha pagato dazio per l’introduzione della Direttiva Tecnica 39, con l’inasprimento della flessibilità dei fondi e l’innalzamento delle vetture da terra per evitare il saltellamento (porpoising). Non tanto in qualifica, ma sul ritmo gara sì, come dimostra il sesto tempo nel miglior giro di Charles Leclerc in Olanda.
Ferrari, c'è un male oscuro da individuare
Che fare dunque? Andare sul sicuro e allo stesso tempo rischiare, perché il Mondiale ormai è andato e il GP d’Italia è una gara unica in tutti i sensi. Da non fallire assolutamente, tanto più in una stagione che sta assumendo (ingiustamente, ma i primi a viverla così sono gli uomini rossi) i toni della delusione. Così la Ferrari, più che pensare al futuro, a Monza ha deciso di girare “Ritorno al... Passato”. Nella speranza che sia un campione di incassi. Nessuna dichiarazione ufficiale, ma si parla della reintroduzione del vecchio fondo, quello che ha dato ottimi risultati fino alla Francia. Quanto meno verranno fatte delle comparazioni nella prima sessione di prove libere. E sarà ritorno al passato anche sul motore. Entrambi i piloti avranno unità fresche (Leclerc ha già pagato dazio due volte...) con la componente elettrica (ERS) più evoluta, ma soprattutto con mappature spinte come all’inizio di stagione, prima che le rotture di Barcellona e Baku costringessero la Ferrari a gestioni più “controllate” della potenza. Insomma, sarà “All In” per la vittoria numero 20 a Monza, dove il Cavallino vanta anche 21 pole e 69 podi. Senza margini di errore, specie quelli recenti di strategia e pit-stop: «È fondamentale essere perfetti. La corsa è una volata, non è concesso alcun errore» sottolinea Binotto. Obiettivo appunto riaccendere la passione e ritrovare slancio per l’ultima parte della stagione e il 2023. La stessa che spingeva in Svizzera il nonno di Binotto («in famiglia era il vero innamorato dell’automobilismo e della Ferrari: è stato lui a trasmettermi la passione per il Cavallino e a farmi avvicinare alla Formula 1»), che alla vigilia del GP la mette sul tifo e il patriottismo. «Vivendo all’estero la Ferrari per me era un po’ come la nazionale di calcio. Ogni volta che vinceva sentivo il cuore battere forte nel petto ed ero quanto mai orgoglioso di essere italiano». Non ce n’è bisogno, ma quella di Binotto è contemporaneamente una chiama a raccolta (le tribune, dopo due anni di Covid, saranno di nuovo piene) e un auspicio. «Il Gran Premio d’Italia è un’icona. I tifosi sono esigenti, competenti e scatenati. Per me resta indimenticabile l’invasione di pista, personalmente vissuta dal muretto, in occasione della vittoria di Charles nel 2019. Ti danno tutto il loro affetto, ti supportano anche quando le cose non vanno per il verso giusto e ti spingono a fare sempre meglio. Averli intorno, sotto al podio, è già di per sé un’emozione. Noi faremo di tutto per regalargliene di belle in questo weekend». Sì, a Monza la Ferrari vuole davvero girare Ritorno al Passato.
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