
Venezia in A! E stavolta per restarci
È una squadra che con pochi innesti può salvarsi. Ma prima deve arrivare il rinnovo di Stroppa
Una festa senza fine in Laguna per il Venezia che torna in A dopo un anno, coi tifosi ad aspettare la squadra di rientro dopo il 2-2 di La Spezia del 1° Maggio che ha certificato la promozione. Sale in A la squadra più forte ma anche la società che ha lavorato meglio. Un anno fa, l’evento più duro da digerire, la retrocessione, era stato vissuto con la tifoseria che faceva festa comunque, dunque c’erano già buone basi per lavorare alla riscossa, proprio perché la caduta in B non aveva lasciato vere scorie. E al resto ci ha pensato Giovanni Stroppa da Mulazzano che col Venezia ha ottenuto la quarta promozione in carriera dalla B alla A, nessuno tra gli allenatori in attività ha i suoi numeri in tal senso. Ed è stata la promozione più bella, visto che le precedenti tre non erano filate del tutto lisce. Col Crotone era salito in A da seconda classificata ma nella stagione precedente aveva subito anche un esonero. Poi la B conquistata col Monza, ma ai playoff, quando si riteneva che i brianzoli potessero avere i mezzi (con Berlusconi e Galliani...), per salire direttamente. Quindi la promozione della scorsa annata, vincendo sì i playoff a sorpresa con la Cremonese, sempre a La Spezia come per il 1° Maggio, ma subendo un esonero a inizio stagione, salvo poi essere richiamato d’urgenza dopo un mese.
Stroppa, il Grande Timoniere
Col Venezia invece, tutto liscio anzi, Stroppa, dal vivace popolo arancioneroverde, è considerato una sorta di Grande Timoniere, in certi meme viene ritratto nelle pose delle guide del socialismo, onore che in precedenza era capitato solo a Sarri e al sarrismo. Ecco, a Venezia magari non nascerà lo stroppismo ma è indubbio che l’allenatore sia nel cuore dei tifosi e questo avrà un peso sul futuro del tecnico. Stroppa è legato al club fino a giugno ma il Venezia, con l’ascesa in A, può esercitare l’opzione di rinnovo e probabilmente lo farà. Anche se c’è la possibilità che qualche club, intenzionato a conquistare la A nella prossima stagione, lo arruoli con un’offerta assai tentatrice. Anche perché ormai la specialità di Stroppa sono le promozioni, mentre con la massima serie ha un conto aperto, basti pensare a come finì la sua avventura col Monza in A, poi rilanciato dal debutto in panchina di Palladino.
Venezia, da Doumbia a Nicolussi Caviglia: il tesoretto per Stroppa
Resta il fatto che non sarebbe male vedere questa squadra, più o meno uguale e col suo allenatore, anche in A. Si ha la sensazione che con pochi ritocchi possa fare un buon campionato e che possa mantenere la categoria. Anche se, all’orizzonte, potrebbe esserci il sacrificio della pedina più ambita: il centrocampista Issa Doumbia, 22 anni, italo-ivoriano pescato a suo tempo nell’Albinoleffe e ora ambito da mezza Europa dopo una stagione ottima, condita da 9 gol e 6 assist. Il Besiktas ha già fatto pervenire un’offerta ufficiale da 13 milioni. Ma forse ha ragione Stroppa quando dice che per uno come lui non ne basterebbero 15. Il Venezia osserva l’evolversi della situazione ma sa che coi soldi di Doumbia, specie se dovesse scatenarsi un’asta, si potrebbero trovare le risorse per rinforzare al meglio la squadra. Tenendo anche presente che, con la salvezza in A del Parma, al Venezia arriveranno altri 5 milioni dal riscatto obbligatorio di Nicolussi Caviglia.
Venezia, ultimo test col Palermo
Insomma, il club lagunare potrebbe trovarsi, già da inizio mercato, un discreto gruzzoletto per operare i necessari innesti, potrebbe bastare un elemento di categoria per reparto perché i giocatori che possono fare la massima serie non mancano, a iniziare dal portiere Stankovic, probabilmente il miglior interprete della B, proprio perché elemento di categoria superiore. Ma se ne riparlerà a bocce ferme. Intanto c’è da chiudere al meglio la stagione, venerdì sera in casa col Palermo, è in palio anche il primo posto visto che il Frosinone ha piccole possibilità di sorpassare il Venezia. Che ha fondato i suoi successi con un attacco da 80 gol, il migliore della categoria, cioé in grado di segnare in ogni gara in media più di due reti. Con una difesa robusta che ha garantito una stratosferica differenza reti di +49: proprio un bel modo di riprendersi la A, complimenti Venezia!
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