Donadoni si prende lo Spezia

Liguri ultimi, il tecnico stasera debutta col Bari. L'ex ct dell'Italia: "Un po’ di ruggine si sente dopo 5 anni, ma in due giorni s’azzera tutto. Però servirà del tempo"

Armando NapoletanoArmando Napoletano

Pubblicato il 07.11.2025, 06:00

3 min

LA SPEZIA - In Italia, l’ultima volta che si è sistemato sulla fascia, da mister, e non da ala pura qual’era quando metteva gli scarpini, era il 20 maggio del 2018. Allenava il Bologna, venne sconfitto dall’Udinese di Tudor, oggi come allora l’Italia non era ai Mondiali, ed i rossoblù emiliani non avevano ancora innescato Orsolini. Da allora ad oggi, tranne misteriose 14 partite allo Shenzen in Cina, retrocesso e ripescato in B, era stato collocato tra riservisti; nessuna chiamata, neanche dal Monza di Galliani e Berlusconi. Nessun vero approccio, un po’ per colpa sua un per quella altrui. Stasera torna nell’arena ed in uno stadio fatto paese qual è il Picco. Per uno di Cisano Bergamasco non dovrebbe essere male: "Cinque anni fuori dal ruolo non vuol dire cinque anni senza calcio - racconta nella conferenza stampa di presentazione - certo un po’ di ruggine la senti, ma bastano due soli giorni per azzerare tutto. E poi questa voglia di trasmettere ai giovani l’eredità di ciò che ho avuto da calciatore".

Donadoni: "Entro in una società ben strutturata"

Pacato, tranquillo, alla Donadoni per intenderci. Un atto di coraggio o di umiltà quello di accettare questa panchina? "Io sono e resto umile, vengo da una famiglia che mi ha insegnato valori, ma non userei solo la parola sfida, non è opportuna. Ho colto un’opportunità che un amico come Charlie Stillitano mi ha concesso e vorrei ricambiare. Entro in una società ben strutturata che ha ottimi dirigenti e che mi ha messo a disposizione un altrettanto buono staff. Poi verrà la squadra. Potevamo magari aspettare il match contro il Bari ma poi ci siamo confrontati ed è stato meglio accelerare l’arrivo. Ho bisogno solo di tempo per avere la possibilità di capire l’ambiente ed i giocatori, più la testa che le gambe. E nessun stravolgimento immediato". Il calciatore totale del calcio totale di Sacchi, ha una sporta troppo grande ed interessante per passare inosservato, e per questo ha scosso un po’ l’ambiente tutto. "Credo nella squadra, ma non voglio parlare di obiettivi oggi, non ha senso, playoff o altro, salvezza o meno. Di difesa ed attacco: è il gruppo che difende e lo stesso che attacca. Dateci tempo". Al suo fianco c’era Charlie Stillitano, il presidente arrivato da New York: "Ci ho creduto fino alla fine nel volerlo qui, spero ci aiuti a risalire, ma un grande grazie va anche a D’Angelo. Rimarrà sempre della nostra famiglia".

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