La Samp e l’effetto Popeye
La parola d’ordine in casa Sampdoria è tenere più che mai i piedi per terra. «So che abbiamo 40 punti, non so dove siamo in classifica. Non faccio passare altri messaggi. Finché non siamo salvi, siamo focalizzati sull’obiettivo salvezza. Ricordiamoci che altre volte si erano accesi gli entusiasmi, poi abbiamo perso le partite» il mantra di Attilio Lombardo, l’allenatore che – dopo i tre successi di fila con Avellino, Empoli e Pescara – ha rilanciato i blucerchiati. Forse (e finalmente) è davvero buona la terza in panchina per la Samp, dopo il fallimento Donati e il flop Foti-Gregucci. Lo dice la media punti con Popeye (10 in 5 partite), lo dicono soprattutto le prestazioni in campo. L’unico appuntamento mancato quello di Carrara, per il resto il Doria ora sta riuscendo a lottare un po’ con tutti.
Una Sampdoria più solida: il lavoro di Lombardo tra tattica e gestione del gruppo
Non è solo una questione tattica – anche se il passaggio alla difesa a quattro ha dato solidità e coraggio – ma soprattutto di testa, cuore e gambe. Nessun calciatore all’improvviso è diventato un fenomeno e Lombardo probabilmente non è un mago ma, molto semplicemente, è un allenatore che si sta facendo seguire da una squadra che – al netto dei suoi limiti – oggi sta mostrando di avere quelle qualità che non sempre si sono viste nel corso di questa stagione. Un mister che parla con la squadra, un mister che dà e accetta i consigli, un mister che ha trovato la chiave per gestire le dinamiche di gruppo provando a coinvolgere un po’ tutti gli elementi a disposizione. Il gol decisivo a Pescara firmato da Depaoli – sin qui tra i giocatori più deludenti di stagione che pareva uscito dai radar – è la cartolina del metodo Lombardo.
Crescita dei singoli e sfida Monza: la Sampdoria verso un nuovo esame
Poi c’è soprattutto la valorizzazione dei rinforzi arrivati a gennaio col mercato del ds Andrea Mancini che ora stanno un po’ tutti crescendo. Forse i passi sono ancora un po’ lenti da parte di Esposito, che pure sta crescendo rispetto alle sue prime uscite in maglia blucerchiata, anche se a centrocampo restano ad oggi più convincenti le prestazioni di Ricci come si è visto anche all’Adriatico. Poi ci sono i vari Begic, Brunori, Pierini e Viti che sono sempre più delle certezze in questa squadra. Un capitolo a parte lo merita Francesco Conti, genovese e sampdoriano doc classe 2004, cresciuto nel vivaio blucerchiato e migliore in campo in assoluto a Pescara, non solo per il gol: la sua è una favola e anche una grande eccezione in una Sampdoria che sta faticando molto, in questa fase societaria, a valorizzare il suo settore giovanile. In risalita le quotazioni di Cherubini (bellissimo assist d’esterno per il gol di Depaoli), in discesa quelle di Abildgaard che sul rigore un po’ regalato al Pescara ha ricordato le differenze tra un centrocampista e un difensore puro. Nuova prestazione sotto tono per Barak: fin qui per lui una stagione più ombre che luci. Venerdì a Marassi c’è il Monza, altro esame di maturità per questa Sampdoria che oggi può giocare un po’ più serena ma che – classifica alla mano – non è ancora salva. E allora meglio ascoltare le parole di Lombardo e tenere i piedi ben saldi per terra.
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