
Entusiasmo Palermo, l’orgoglio di Inzaghi
PALERMO - La clessidra si sta esaurendo. Ancora due giorni e sarà show al Barbera con la sfida tutta in famiglia fra il Palermo e il Manchester City. Due realtà lontane anni luce, ma collegate dalla stessa proprietà: il City Football Group. La macchina organizzativa procede a gonfie vele, a Palermo ci sono stati già i primi arrivi da Manchester e adesso si aspetta solo che sbarchi la squadra di Guardiola. Insieme arriverà anche tutto lo stato maggiore del Cfg con il Ceo Ferran Soriano in testa. Non mancherà Alberto Galassi che fa parte del board del gruppo che ha preso il Palermo più di tre anni fa ed è anche componente del CdA rosanero. Sicura una visita nel centro sportivo di Torretta dove il Palermo sta preparando la sfida con la squadra capofila. Una sfida che ha scaldato la passione dei tifosi (Barbera sold out) e che rinsalda il rapporto con la proprietà che era ai minimi termini dopo il triste epilogo della passata stagione conclusa con una pesante contestazione. Acqua passata, perché il Palermo s’è ripreso… E il merito è sicuramente del CFG che è riuscito a colmare l’improvviso gap di passione con scelte intelligenti e un mercato di primo livello (Bardi è il quinto colpo).
A Palermo si riaccende l'entusiasmo: Inzaghi sfida Guardiola
La scelta che ha rimesso la chiesa al centro del villaggio è stata quella di Inzaghi. L’arrivo di Superpippo ha lenito le ferire dei tifosi e risvegliato un entusiasmo che era stato sepolto dalla gestione di Dionisi. Un cambio di rotta importante che sancisce una nuova frontiera nel rapporto fra Palermo e la proprietà. Adesso la palla passa al campo, perché è lì che Inzaghi e la sua squadra dovranno prendersi quella A che manca da otto anni. Troppi per una città come Palermo, che è assetata di grande calcio. La partita con il Manchester City sarà un primo assaggio di quello che potrà essere e sarà anche un battesimo per Inzaghi contro un allenatore – Guardiola – che ha vinto tutto. Una sfida nella sfida quella fra l’uomo che regalava Champions al Milan e il faro del Barcellona. Diversi in campo (non solo per il ruolo) quando giocavano, lo stesso nel modo di intendere il calcio da allenatori. Da un lato il pragmatismo di Inzaghi, dall’altro la ricerca del bel gioco a tutti i costi di Guardiola. Due filosofie all’opposto, ma entrambe produttive. Perché se è vero che Guardiola è un cannibale di trofei, è altrettanto vero che Inzaghi è una garanzia per la B. E la realtà attuale del Palermo è quella. C’è anche questo nello show del Barbera, e chissà che Inzaghi non chieda qualche consiglio al fratello Simone che con il City qualche incrocio (anche amaro) l’ha avuto. Si parte con due certezze: la prima è che fra Palermo e i Citizens c’è un abisso a livello tecnico, la seconda è che i rosanero - che ieri hanno fatto le prove contro l’Athletic Palermo (serie D), battuto 7-1 con reti di Segre, Palumbo, Pohjanpalo (doppietta), Augello, Brutto e Diakité - faranno di tutto per non sfigurare davanti ai 33-34 mila che affolleranno il Barbera. È una questione di orgoglio prima di tutto, quello che a Inzaghi non è mai mancato.
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