Banzato jr. esclusivo: "Il Padova da amare"
Parla il vice presidente: è figlio del neoproprietario. "Abbiamo ambizione e grande tifo"
Nato il 10 novembre 1994, 20 anni dopo il suo idolo Alex Del Piero (lui il 9 novembre), che proprio a Padova si è fatto notare dalla Juventus, la squadra per la quale fin da piccolo ha tifato Giovanni Banzato. Il cognome è pesante, come il business della famiglia proprietaria del gruppo Acciaierie Venete da 1800 dipendenti con 1miliardo e mezzo di fatturato che a gennaio si è presa anche la spa biancoscudata acquistando tutte le quote di maggioranza da Joseph Oughourlian. Al figlio del patron Alessandro Banzato subito il ruolo di vice presidente e una fresca salvezza festeggiata venerdì scorso battendo il Pescara: «Ero talmente preso dall’emozione e dalla tensione - ci confida - che al rigore contro (parata di Sorrentino su Russo ndr) e al gol (Pastina al 94’ ndr) non ho neanche avuto la forza di gridare e urlare la gioia. Mai provata una sensazione così». Giovanni, laureato in Economia e Commercio con triennale a Cà Foscari e specializzazione alla Luiss, è anche uno sportivo vero che ha giocato a rugby nel Petrarca sempre di proprietà della famiglia dai 7 ai 21 anni e ultimamente ha scoperto un altro sport tutt’altro che semplice: «Da qualche mese mi sono avvicinato al triathlon, servono dedizione e costanza, ho poche ore per allenarmi perché sono sempre in azienda, però mi piace molto».
Giovanni Banzato: il nuovo vicepresidente del Padova si presenta
Non lo dice, ma sappiamo che domenica scorsa a Jesolo ha portato a termine la sua prima gara all’Ironman 70.3 di Jesolo, un mezzo Ironman molto ambito «Sì confermo, dopo 24 ore così così mi sono ripreso, è stata dura, non sono molto performante, vediamo più avanti…».
Ma suo padre che tipo è, attendista o decisionista? «Penso di essere la persona al mondo che ha più stima di lui, è abituato a prendere decisioni importanti ogni giorno, non si spaventa di certo…» quindi il Padova del prossimo campionato alzerà l’asticella? «Di certo non vogliamo galleggiare, c’è ambizione e grande tifo, io poi sono uno molto attaccato a tutto lo sport della città, sono uno entusiasta, ci fosse anche il Padova Curling tiferei anche per loro».
Cambierà qualcosa nel management? «Non ne abbiamo parlato, in ogni caso la filosofia del papà che è il capo è anche la mia, fiducia piena nei manager, anche in azienda è così», Mirabelli, Bianchi, l’allenatore… «Il direttore sportivo ha giocato un ruolo fondamentale per il nostro arrivo, ci ha pressato tanto e ha fatto bene, così come tutti gli altri. I risultati parlano chiaro, non dimentichiamolo», Breda rimane? «Non escludo nulla ha fatto bene e si è presentato bene, in ogni caso è il campo del ds Mirabelli che sa il fatto suo».
La Serie A nel Padova: dall'ex Milan Mirabelli a Caprari
L’ex ds del Milan di transizione cinese è l’unico punto fermo del futuro, capace di ricche plusvalenze e di aver portato giocatori quasi sconosciuti al grande calcio che hanno meritato la B. Uno di questi è tra i preferiti del vice presidente: «Questo è un bel gruppo, sono tutti bravi ragazzi, non ci sono prime donne, lo dico da quasi coetaneo, se devo fare dei nomi dico Harder che è in prestito, ma anche il più noto Caprari, criticato da alcuni, ma è stato decisivo nei gol contro Empoli e Reggiana».
L’abbraccio finale nel sotto stadio con il presidente Francesco Peghin è l’immagine più emblematica della salvezza della squadra e del giovane Giovanni Banzato che ha visto l’esordio italiano di Ronaldo in Chievo-Juve dell’agosto 2018 «Ero a Verona, non sono un intenditore, sono un tifoso e mi appassiono sempre».
Il 32enne padovano doc ha iniziato la carriera lavorativa in banca Mediolanum, fuori dall’azienda dove si sta facendo le ossa anche il più giovane fratello Leonardo attualmente in Svizzera. Ora che ruolo ha in Acciaierie Venete? «Da quando sono rientrato mi occupo di varie cose, più che altro ho il controllo di varie funzioni, nonostante gli studi, sono più un commerciale che un contabile».
Banzato: "Viviamo l'azienda H24. C'è entusiasmo"
Passioni, pensieri? «Non ho molto tempo, noi viviamo l’azienda H24, mi ricavo degli spazi per andare in bici, poi nuoto e corro (i 3 sport del triathlon ndr) e tra i pensieri mi lasci dire che a Padova, per chi ama il calcio, stiamo veramente vivendo un bel momento. C’è entusiasmo, lo si capisce anche dagli sguardi della gente, io poi sono un positivo di natura, tanto che, mi creda, non ho mai avuto brutti pensieri sul discorso del mantenimento della categoria».
E il rugby Petrarca? «Saremo sempre vicini, è uno sport che personalmente mi ha forgiato, anche fisicamente nonostante la mia non sia una stazza imponente…». Con una curva nuova che fa la differenza, non è un caso che le 3 pesantissime vittorie siano arrivate con 3 gol nella ripresa sempre sotto quei 3mila tifosi che sognano già, oltre ai ritrovati derby con il Vicenza e il Verona, una svoltA nella storia biancoscudata. Banzai Banzato!
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