
Ansia Bari: la Serie C è dietro l’angolo
Il paradosso: mentre papà Aurelio De Laurentiis fa molto discutere con la sua richiesta di una Serie A riservata alle squadre con almeno un milione di tifosi, il figlio Luigi, presidente di un Bari espressione di una provincia da un milione di abitanti, rischia di finire in Serie C. Le ultime 5 partite dicono lo stato di forma di una squadra. Il Bari di Longo ne ha perse 4, incassando per due volte uno 0-3 al San Nicola, prima dalla Carrarese, poi sabato scorso dalla capolista Venezia. Giocare in casa è un bel problema per il Bari perché di questi tempi il San Nicola coi suoi 60mila posti è a tutti gli effetti quella cattedrale nel deserto che fu costruita per i Mondiali di Italia 90: quasi mai riempito, di questi tempi i posti occupati dai tifosi sono circa un sesto di quelli disponibili, dura far sentire un vero sostegno alla squadra, si perde nel vuoto, niente effetto “fortino”. E tutto sembra fermo a quella volta che si riempì per l’ultima volta il San Nicola: era l’11 giugno 2023, finale di ritorno dei playoff di B, in 60mila s’aspettano di godersi la serata del Bari che sale in A e invece, al 94’, vince il Cagliari di Ranieri con una rete di Pavoletti, una beffa atroce ancora da digerire che ha determinato il definitivo scollamento tra piazza e proprietà.
Bari, un ruolino di marcia da retrocessione
Dopo di allora, una salvezza in B raggiunta vincendo i playout con la Ternana e poi, la scorsa stagione, una qualificazione ai playoff sfumata nelle ultime giornate, quando il Bari perdeva in casa di Cittadella e Cosenza che avevano già un piede e mezzo in C. E adesso, a tre giornate dalla fine di questo campionato, il Bari disputerebbe i playout con l’Entella, sempre che riesca a mantenerli: di questo passo sono a rischio e in zona retrocessione diretta potrebbero esserci squadre più in palla dei pugliesi, in grado di scalzarli. Perché è un Bari che paga tante scelte sbagliate, cominciate da un’eccessiva rifondazione della squadra la scorsa estate, peraltro puntando in gran parte sul blocco di giocatori che s’erano svincolati dal defunto Brescia, squadra che di certo non primeggiava in B.
Avellino-Bari: dai playoff ai playout
Dopo l’esonero di Fabio Caserta, non ha pagato affidarsi a Vincenzo Vivarini, che era stato appena esonerato dal Pescara. Finché non è toccato a Moreno Longo, l’allenatore della scorsa stagione, richiamato perché ancora sotto contratto, trovatosi a guidare una squadra che non era più la sua, coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti. E adesso attenzione al calendario. Domani sera, ad Avellino, potrebbe essere l’impegno più difficile: i Lupi irpini sono rivali storici e cercano 3 punti per scalzare dalla zona playoff il Cesena di Ashley Cole, insomma, può essere partita da scintille. Poi il Bari, il 1° Maggio, ospiterà l’Entella e certe figuracce casalinghe saranno sconsigliate. Quindi i pugliesi chiuderanno la stagione a Catanzaro, squadra di tutt’altro livello ma che potrebbe avere già il 5° posto in tasca e la testa ai playoff, dunque magari, qualcosa potrebbe concedere. Ma allo stato attuale, replicare la salvezza ai playout di due stagioni fa, sarebbe un risultato tutt’altro che disprezzabile, con l’aria che tira.
Abbonati per continuare a leggere
Scegli l’abbonamento che fa per te e sblocca un mondo di contenuti esclusivi,
navighi senza interruzioni e scopri il piacere della lettura.
Basic
€ 19 Prezzo standardRisparmi il 53%€ 9,00al mese- 5 contenuti al mese
Più scelto
Plus
€ 29 Prezzo standardRisparmi il 34%€ 19,00al mese- 10 contenuti plus al mese
- Nessuna pubblicità
Best value
Pro
€ 49 Prezzo standardRisparmi il 20%€ 39,00al mese- Contenuti illimitati
- Supporto prioritario
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sui temi che più ti interessano e utilizzare al meglio i servizi di Tuttosport. Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto per vivere al meglio il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
