
Socio forte per il Bari
Lo stadio San Nicola lasciato vuoto. La tifoseria del Bari in piazza a contestare. La squadra che soffre, quasi sul fondo della classifica. Vista la congiuntura non certo favorevole, era attesa una reazione significativa dai De Laurentiis, prima che sia troppo tardi. Ed è arrivata alla cena di Natale degli sponsor del club, in cui Luigi De Laurentiis ha raccontato le intenzioni della proprietà, alla ricerca di un socio estero forte con cui impostare il ritorno in Serie A del Bari. Trattative sarebbero già allacciate, a breve potrebbero esserci novità, anche se si spera di chiudere nel 2026, dopo tante voci, in questi anni, su possibili ingressi nel capitale del club. Sullo sfondo, resta sempre la scadenza della deroga sulle multiproprietà che obbligherà i De Laurentiis a liberarsi di un club tra Napoli e Bari entro il 2028 (ma non vi sono dubbi, a maggior ragione dopo questo annuncio, che la prescelta sarà la società pugliese), sempre che nel frattempo non arrivi la promozione in A del Bari - al momento non proprio dietro l’angolo - che obbligherebbe ad anticipare i tempi.
Doppia conduzione
Ma nel frattempo, per cercare di sistemare una situazione sempre più difficile, già in questa stagione, a dirigere il Bari potrebbe esserci una doppia conduzione societaria. Nel caso, farà bene a occuparsi soprattutto di risollevare la squadra, per puntare alla A ci sarà tempo, ora c’è da spegnare l’incendio che sta bruciando la casa, perché questa stagione del Bari assomiglia sempre di più a quella di due annate fa, vissuta pericolosamente come l’attuale e chiusa ai playout. Lo scorso 27 novembre, sulla panchina dei galletti, Vincenzo Vivarini, 16 giorni dopo essere stato esonerato dal Pescara, ha preso il posto di Fabio Caserta. Ma la svolta tarda ad arrivare, anzi, per ora ci sono soprattutto dubbi sulla bontà del cambio: Vivarini ha esordito prendendone 5 a Empoli (ma era arrivato solo da due giorni), poi lo 0-0 del recupero in casa Juve Stabia, seguito da un altro pari, meno confortante, quello dell’Immacolata, in casa col Pescara ultimo in classifica, passato subito per primo in vantaggio e poi rimasto in 10 già al 31’, situazione che ha favorito l’1-1 finale, ottenuto con una rete di Maggiore soltanto negli ultimi minuti, prima di una chiusura di gara nervosa, con i rossi allo stesso Vivarini e al difensore Meroni. Oggi il Bari è di fatto in zona playout ma quel che più preoccupa è lo stato di forma della squadra che fatica a calarsi nei bassifondi della classifica, dove bisogna giocare con maggior pugnacità. Quella che servità soprattutto sabato a Bolzano in casa del Sudtirol, autentico spareggio salvezza da non fallire.
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