© Getty Images

Pecchia: "Cremonese, si deve vivere per il gol"

Il sostituto di Giampaolo esordisce in casa contro il Padova: "Nessuno stravolgimento, però voglio giocare per vincere con velocità e un’identità forte"

Gianluca ScadutoGianluca Scaduto

Pubblicato il 05.09.2026, 06:15

4 min

Domani, in casa contro il Padova, esordisce la Cremonese di Fabio Pecchia, subentrato in settimana a Marco Giampaolo. Il suo è un ritorno, nel 2022 aveva portato il club grigiorosso in A. Impresa ripetibile anche in questa stagione? Nella presentazione di Pecchia, la lettera A non è mai stata pronunciata: al momento, pesa lo zero in classifica, maturato dopo il ko di Empoli (1-0, coi toscani in 10 per larga parte della gara) e il tonfo interno col Modena, lo 0-3 dello scorso turno che ha segnato il destino di Giampaolo. Col paradosso di una squadra che è qualificata per il 3° turno di Coppa Italia, dopo aver eliminato Sampdoria (2-0) e vinto in casa di una squadra di A, il Parma (0-2).

Pecchia: "Ho visto un buon clima"

«Analogie con la Cremonese del 2022? Parlare del passato ha senso fino a un certo punto - dice Pecchia -. Quella era una squadra costruita secondo la mia idea di gioco. Ora devo costruirne una sulla squadra che già c’è, trovare il vestito giusto. Come sta la squadra? Sto cercando di avere un contatto diretto con ognuno. Ho visto un buon clima e mi piacerebbe vedere dai veterani un senso di responsabilità nei confronti dei ragazzi. I giovani ti danno tanto, ma devono avere la giusta guida. Voglio creare un gruppo forte dove tutti si sentano protagonisti. Ho bisogno di tutto il gruppo. Voglio giocare a calcio per vincere, una squadra dalla forte identità e che vada veloce. Contro il Padova vorrei vedere il senso di responsabilità, di rivalsa, di reazione. Che si entri in campo con la voglia di vincere. Una squadra che emozioni e si emozioni. Un gruppo vivo, frizzante e che viva per il gol». Quattro anni fa non si visse bene la sua separazione da Cremona. «Si era creato qualcosa di speciale, sono tornato per ricrearlo. In quel momento non c’erano più energie da parte mia e non volevo rovinare quanto fatto. Devo ringraziare il Cavaliere Arvedi per aver avuto ancora fiducia in me. Ora devo lavorare e ho bisogno di tutte le parti in causa, per il bene del club e con la stessa identità. A Giampaolo mi lega un rapporto di stima e lo abbraccio».

I casi Baschirotto e Thorsby

Ci sono poi i casi di Thorsby e Baschirotto. «Sono parte della rosa. Per il resto, vincere è sempre complicato ma spingo per fare qualcosa di speciale, insieme. Il primo obiettivo è Padova, squadra molto tosta, ha messo in difficoltà Pisa e Verona. Il tempo è quello che è, ma voglio una spinta mentale, vedere grandissima umiltà. Non ci saranno grandi stravolgimenti. Non voglio sovraccaricare. Ma in questa B vedo più volontà di giocare a calcio. Bisogna avere la forza di portare le proprie idee in primavera. Affrontare le difficoltà senza passi indietro. Dopo il Parma avevo bisogno di allargare i miei orizzonti, confrontandomi con metodologie diverse. Ho guardato anche all’estero. Mi sono aggiornato ma la base è la stessa». In vista della sfida di domani, Barbieri sta recuperando ma non è convocabile. Idem Baschirotto e Thorsby, indietro di preparazione. Col Parma ha incantato il trequartista Adin Licina, 19 anni, tedesco di origini montenegrine, giunto in prestito dalla Juve Next Gen, doveva esserne il punto di forza. Ma sta bruciando i tempi e s’è deciso di testarlo in un campionato formativo come la B. «Licina ha tanta qualità e va gestito. Alti e bassi fanno parte della crescita. Poi c’è Berti che conosco bene. Un grande vantaggio averli. Ho tante caratteristiche diverse da sfruttare».

Sblocca la news esclusiva

Scegli il piano e clicca su abbonati per sbloccate tutte le news Plus+ contrassegnate in verde.
Goditi Tuttosport.com senza limiti con l'abbonamento Plus+
  • Annuale

    Abbonamento Plus+

    € 49,90all'anno
    Abbonati ora
  • Sito illimitato
  • Rinnovo automatico
  • Scopri tutte le offerte