
Galloppa a Modena "Per fare la storia"
Il paragone con Aquilani è inevitabile: come il nuovo tecnico del Sassuolo, Daniele Galloppa s’è formato da allenatore nelle giovanili della Fiorentina (per 6 anni) e ora fa il grande salto a Modena (dove passò da calciatore). Chissà se avrà la stessa fortuna del suo predecessore, Aquilani ora è un allenatore di Serie A ma per arrivarci, non è stato tutto rose e fiori. “È una scelta che comporta qualche rischio - ammette il neo ds Bonato nell’introdurre Galloppa - ma che alla lunga pagherà, abbiamo scelto un allenatore giovane che possa crescere assieme la società”, ricordando che nella scorsa stagione il Modena ha disputato i playoff, eliminato nel turno preliminare dalla Juve Stabia che s’impose al Braglia. Ed eccolo Galloppa al suo primo giorno da allenatore tra i “grandi”. “Fa strano tornare qui dopo dieci anni - esordisce - ma è bello. Ho avuto la fortuna di lavorare per la Fiorentina e voglio ringraziare la società che mi ha fatto crescere. E voglio anche ringraziare la famiglia Rivetti per questa grande opportunità, Modena è un ambiente in cui mi sono trovato bene e sono emozionato di iniziare questo nuovo percorso. Passare dalla Primavera alla Serie B è un grande salto, ho detto sì al Modena per tantissimi motivi, non solo perché il mio percorso a Firenze era finito. Questa è una piazza ambiziosa e inoltre è vicino a casa e questo ti permette di allenare meglio potendo tornare dalla famiglia nel giorno libero. Quale Modena sarà? Con la società stiamo parlando di caratteristiche e funzionalità dei giocatori, sono sempre stato dell’idea che bisogna cercare il vestito migliore per la rosa che si ha a disposizione, non mi appassiona il fatto di dover fare decidere agli altri l’andamento delle gare, anche se ci troveremo in situazioni simili, ma il concetto è quello di essere protagonisti e scrivere noi la storia".
"Obiettivo essere meno leggibili"
"Ho sempre visto così questo mestiere e proverò a portarlo anche qui. Ho visto partite del Modena in questi giorni, ma non ho ancora parlato con i ragazzi anche se lo farò prima del ritiro. La base è solida e vorremmo ripartire da quella. Modulo? Possiamo difendere e costruire a tre o a quattro, vorrei avere entrambe le soluzioni per essere meno leggibili. Ho fatto un percorso in cui nessuno mi ha regalato nulla e in cui ho dovuto imparare. Penso di aver fatto la gavetta e questo mi è servito per farmi trovare pronto sotto tanti punti di vista. Quando ho smesso di giocare sentivo di voler provare a fare questo mestiere, non so se si nasce allenatori, ma sotto certi aspetti forse sì. Il nuovo centro sportivo? Ho visto il progetto, una struttura che darà uno status ancora più importante al club, ma resto convinto, avendo vissuto una struttura incredibile come il Viola Park, che la differenza la fanno le persone. Avremo la possibilità di lavorare meglio con questo centro sportivo, ma lì dentro saranno le persone a fare la differenza. Prima di questo progetto, mi hanno convinto le persone".
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