
Inzaghi-Palermo. Rilancio doppio
Una delusione devastante, ma non al punto tale da non poter essere trasformata nel giro di una notte in determinazine per conquistare nella prossima stagione quella Serie A sfuggita mercoledì sera. O sarebbe meglio dire domenica sera, quando al Ceravolo era maturato quel 3-0 per il Catanzaro che l’altro ieri al Barbera il Palermo è andato a un solo gol dal ribaltare, fermandosi a un 2-0 (a parità di reti in finale sarebbero andati i rosanero per il piazzamento in classifica) che ha forse reso l’eliminazione ancora più amara di quanto sarebbe stata senza accarezzare l’impresa. E ce n’era tanta di amarezza in Pippo Inzaghi mercoledì sera, mentre sedeva sulla base della barriera in plexiglas che separa il campo dalla curva, un dito mordicchiato nervosamente e le spalle ai tifosi che applaudivano lui e la squadra. Quell’amarezza che il piccolo Edoardo, suo figlio, era poi corso ad alleggerire con un abbraccio. Avere sfiorato l’impresa, però, se da un lato ha reso ancora più cocente la delusione per non averla portata a termine, dall’altro ha compattato ancora di più il Palermo e i suoi tifosi, che a fine partita hanno accolto squadra e tecnico sotto la curva con cori e applausi.
Inzaghi: "Sono molto triste, ma dobbiamo guardare avanti"
Una vicinanza ribadita ieri dalla Curva Nord con un comunicato, con un toccante riferimento alla piccola Alessia, grande tifosa “adottata” dalla squadra e mancata a otto anni pochi giorni prima della semifinale d’andata. «Oggi non abbiamo rimpianti perché hanno affrontato una battaglia onorando la maglia che portavano addosso. Ci riproveremo il prossimo anno». Ancora sotto la guida di Pippo Inzaghi, chiaro al riguardo nel dopopartita e poi ieri sui social, con tanto di cuori rosa e nero: «Il calcio è anche questo, sono molto triste dentro, mi dispiace per la gente di Palermo, mi dispiace per i miei ragazzi. Non vedo l’ora di scendere nuovamente in campo per portare Palermo dove merita, questo stadio è magico, questa gente è magica. Dobbiamo guardare avanti e pensare già alla prossima stagione, accettiamo il verdetto del campo e ci prepariamo per il prossimo campionato. Voglio ringraziarvi tutti per l’affetto che mi state dando. Forza Palermo».
Palermo, da Osti a Vagnati: a chi verrà affidata la ricostruzione?
A costruire la squadra con cui Inzaghi proverà a riportare il Palermo in quella Serie A che manca dalla stagione 2016-17, nel quinto assalto targato City Group, proprietario del club dal 4 luglio 2022, dovrebbe essere ancora Carlo Osti, ds rosanero dal gennaio 2025 e sotto contratto fino al 2027. Condizionale però d’obbligo almeno fino all’inizio della prossima settimana, quando il dirigente incontrerà i manager della galassia che ha la propria stella più luminosa nel Manchester City. Qualora il summit dovesse partorire un divorzio, quello dell’ex Torino Davide Vagnati è oggi il nome più caldo, ma non al punto da essere considerato un erede designato. Quel che è certo, è che Palermo ha già trasformato la delusione in determinazione.
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