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Per Cole al Cesena la strada è in salita

Un mese fa ha rilevato Mignani: solo se porterà la squadra ai playoff otterrà il rinnovo fino al 2027. Ma prima deve battere tanto scetticismo. Appena 4 punti in 4 gare. Già due sconfitte e sabato partita chiave al Barbera col Palermo di Inzaghi

Gianluca ScadutoGianluca Scaduto

Pubblicato il 15.04.2026, 06:15

4 min

Forse, Ashley Cole sperava di fare come Fabregas: iniziare ad allenare dalla B italiana, considerata sempre più formativa, per diventare qualcuno. Solo che Cesena non è il Como dei paperoni targato Hartono. Qui, col Cavalluccio romagnolo, il pane va più sudato. E così, ad un mese da quel 15 marzo in cui s’insediò al posto di Michele Mignani, per l’ex terzino della nazionale inglese (107 presenze dal 2001al 2014), è il momento di un primo provvisorio bilancio: è dura la vita per il deb Cole, che ha finora raccolto 4 punti in 4 partite. E il Cesena resta nel limbo com’era con Mignani: in zona playoff, sì, ma di questo passo, a forte rischio.

Accoglienza scettica

Va detto che Cole non ha trovato un’accoglienza trionfale, anzi, molto scetticismo da tanti addetti ai lavori che considerano la sua scelta per quella che è: una scommessa anche un po’ bizzarra, la B richiede una conoscenza specifica. E invece Cole, prima di accettare la panchina romagnola, era stato collaboratore tecnico dell’Under 21 inglese e della nazionale maggiore ma era pure passato per gli staff di Everton e Chelsea. Insomma, in Romagna, Cole deve imparare il mestiere e per come è andata nelle prime quattro uscite, si vede. Esordio il 17 marzo a Mantova, non proprio uno squadrone, ma il Cesena va sotto già al 6’ (su autogol di Zaro) e subisce il raddoppio nella ripresa. Magari, se Cole, dopo due soli allenamenti non avesse stravolto troppo il telaio della squadra - virando dal consolidato 3-5-2 di Mignani al 4-2-3-1 attuale - l’avventura poteva iniziare meglio perché il ko, fa notare la critica, è figlio di troppi giocatori fuori ruolo. Alla seconda uscita però, arriva l’exploit in casa sul Catanzaro che pareva in gran forma e invece ci esce un entusiasmante 3-1. Il tempo di sognare un po’ che arriva l’1-1 interno col Sudtirol (passando in svantaggio) e il ko di Castellammare, 2-0 dalla Juve Stabia, sabato scorso, prova che ha fatto scattare l’allarme e subissato di critiche l’ex difensore di Arsenal, Chelsea e Roma.

Cambio di mentalità

Lui si difende dicendo che la squadra deve cambiare mentalità, passare da un calcio speculativo a uno propositivo. Vedremo se pagherà, intanto sabato alle 17.15 c’è la sfida in casa di un Palermo che si giocherà le residue possibilità di agganciare la zona promozione diretta e che raramente stecca una partita al Barbera. In agguato, appena fuori dai playoff al 9° posto, c’è la Carrarese a -2 che però ha già mancato il sorpasso nello scorso turno, così come in precedenza Sudtirol e Avellino avevano fallito l’occasione di entrare nelle prime otto. Da monitorare la situazione societaria della Juve Stabia (vedi pezzo di spalla), da cui potrebbe arrivare un “aiutino” non da poco per la tormentata qualificazione playoff del Cesena. Fra l’altro, se Cole li fa, ottiene il rinnovo. Se no, grazie e arrivederci. Anche se, molto in teoria, c’è l’opzione rinnovo fino al 2028 in caso di Serie A. Ma al momento, c’è solo da non fare una figura barbina a Palermo: la 3ª sconfitta in 5 gare rischierebbe di essere troppo.

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