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 Inzaghi è di fronte all’ultima chiamata

L’allenatore ha l’influenza, però stasera dovrebbe essere in panchina. In 27.000 al Barbera

Luigi ButeraLuigi Butera

Pubblicato il 05.04.2026, 13:15

4 min

Non ci sarà l’esaurito, ma un Barbera vestito a festa sì. Nel giorno di Pasqua saranno in 26-27 mila a spingere il Palermo verso una vittoria che terrebbe ancora aperto il discorso promozione diretta. Per i rosanero c’è un solo risultato contro l’Avellino degli ex (Ballardini in panchina, più Sala, Insigne e Tutino) e delle bestie nere (cinque gol per Biasci ai siciliani, quattro per Pandolfi). La vittoria è obbligatoria per dare continuità al successo ottenuto in inferiorità numerica a Padova prima della sosta e per andarsi a giocare il tutto per tutto in casa del Frosinone nello scontro diretto di venerdì prossimo.

D'Angelo: "Affrontiamo un Avellino in forma"

Il primo a saperlo è Inzaghi, che ieri è stato costretto a saltare il passaggio in conferenza stampa a causa di un attacco febbrile che non dovrebbe tenerlo lontano dalla panchina stasera. I secondi sono Pohjanpalo e soci che sono consapevoli di dovere andare all-in in queste ultime sei partite di campionato. Il distacco dal 2° posto è di 4 punti (ma il Monza è in vantaggio per gli scontri diretti, doppio 3-0), il margine per recuperare c’è ma l’Avellino diventa un bivio: fallirla sarebbe come rassegnarsi a giocare i playoff. «Lo spirito deve essere quello di Padova – fa notare Maurizio D’Angelo, vice di Inzaghi -. La squadra ha dato un segnale forte perché ha vinto giocando in 10 per 70’. Affrontiamo un Avellino in forma, servirà grande attenzione. Ci aspettano sei finali, dobbiamo andare in campo a testa bassa e pedalando».

"Pohjanpalo e Joronen entrambi al 100%, ma..."

Nonostante Inzaghi abbia insistito sul 4-2-3-1 in queste due settimane di sosta, il disegno tattico - almeno all’inizio - non cambierà. Complice anche l’assenza per squalifica di Rui Modesto, che con le sue qualità può trasformare il consueto 3-4-2-1 del Palermo in qualcos’altro. Non dovrebbero esserci nemmeno dubbi sugli interpreti, Johnsen poteva giocarsi il posto con Le Douaron sulla trequarti ma il norvegese non è al top e verrà verificato nella rifinitura di stamattina. «Lo valuteremo e decideremo – ammette D’Angelo -. Pohjanpalo e Joronen hanno affrontato un lungo viaggio intercontinentale per giocare con la Finlandia, ma sono entrambi al 100%. Hanno fatto un buon allenamento come Bereszynski che ha fatto un viaggio più corto, non c’è nessun problema». Il Palermo si affida a Pohjanpalo (già 21 gol, con un altro eguaglia il suo record di marcature in una stagione in Italia) per superare l’Avellino, poi punta sui tifosi per ritrovare la vittoria in casa. I dati della prevendita parlano di oltre 25 mila presenze già sicure, ma alla fine potrebbero anche essere di più. «Abbiamo un rapporto speciale con la nostra gente – chiosa D’Angelo -. E’ bello vederli applaudire anche dopo una sconfitta, ora vogliamo regalargli una nuova gioia». 

 

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