
Frosinone da urlo, Spezia nella bufera
LA SPEZIA - Si chiama cul del sac. Ci si è infilato lo Spezia, che c’era una volta e che non c’è più. Vicolo cieco che porta in C, diretti. Donadoni non c’è, non si vede mano se non maldestra di un mister che ha perso smalto e che offre conferenze monocorde. Viene da 7 sconfitte su 14 partite, ma non ha dato nulla se non rabbia ai tifosi; che ieri lo hanno atteso insieme alla squadra ai cancelli nel post gara chiedendo confronto durissimo. Con la conferenza stampa andata in onda dopo oltre un’ora e 35. Piazza, opinione pubblica, forse anche una parte di squadra, non lo confermerebbe, ma lui: «Nessun passo incontro, non mi dimetto». Forte dell’amicizia con Charlie Stillitano, il presidente Bisoli è sugli spalti, D’Angelo ancora a libro paga a casa, ma nulla, nessuno scalfisce la sua posizione, neanche oltre 300 tifosi infuriati che ieri glielo hanno chiesto di lasciare quella panchina. Ci fosse una scintilla che potesse dare un senso al tutto, allora anche il più pessimista avrebbe qualche motivo a cui aggrapparsi, ma così non è. Squadra, con Pio Esposito sugli spalti a tifare, che non dà segni di vita: ieri due tiri in porta, a Bari tre, Skjellerup lanciato da solo verso praterie, Vlahovic nullo, difesa che prende gol in contropiede da chiunque.
Massimiliano Alvini - grande rivincita da ex che a La Spezia non ebbe fortuna - gestisce il suo Frosinone senza alchimie, lavora sulle mancanze altrui e sulla forza dei suoi, 23 anni di media, e due frecce ai lati: Ghedjemis, un gol ed un assist, e Kvernadze idem. Una sinfonia di giovani che Alvini tiene in ballo per la A diretta, a -1 dal Venezia capolista con uno dei calci migliori visti in B in questi questi anni. Chi per poco non la rovina è Dionisi. Disastroso, richiamato due volte al Var per decisioni prese a pochi metri di distanza: nella prima concede allo Spezia un rigore ma il mani è di Vlahovic ed il fallo fuori area. Nella seconda fischia ancora penalty, che forse c’è su Comotto, ma si fa correggere ancora dalla sala. Piùi una serie di valutazioni che scontentano tutti. Donadoni quindi resta dov’è: «Non mi sono mai posto la domanda chi me lo ha fatto fare dopo 6 anni di stop, ma non mi aspettavo questo percorso. Non mollo». Ma il suo rapporto con la città sembra all’ultima curva.
Spezia-Frosinone 0-2
Marcatori pt 38’ Kvernadze; st 10’ Ghedjemis
Spezia (3-5-2): Radunovic 5.5; Ruggero 5.5 , Hristov 5.5 (1’ st Mateju 6), Bonfanti 5.5; Sernicola 5 (18’ st Comotto 6), Adamo 6, Romano 5.5, Bellemo 6 (18’ st Vignali 5.5), Aurelio 5; Skjellerup 5.5, Vlahovic 4 (14’ st Artistico 5.5). A disp. Mascardi, Loria, Nagy, Beruatto, Conte, Bertoncini. All.Donadoni 4
Frosinone (4-3-3): Palmisani 6; A. Oyono 6, Cittadini 7 (14’ st Gelli 6), Calvani 6, Bracaglia 6 (45’ st Corrado ng); Cichella 6.5, Koutsoupias 6, Calò 6.5 (28’ st Kone ng, 45’ st Fiori ng); Ghedjemis 7.5, Raimondo 6.5 (28’ st Zilli 6), Kvernadze 7.5. A disp. Lolic, Pisseri, Marchizza, Grosso, J.Oyono, Fini, Vergani. All.Alvini 8 Arbitro Dionisi dell’Aquila 4
Note spettatori 8338 per 90.618 euro di incasso. Ammoniti Calò, Romano, Ruggero, Comotto, Kone, Adamo per gioco falloso. Angoli 11-2 per il Frosinone. Recupero tempo: pt 2’; st 5’
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