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Inzaghi gioca da Cellino per togliersi un sassolino

Il Pisa, vicino alla A, domani gioca in casa del Brescia, il club che tre anni fa esonerò il tecnico con la squadra in lizza per i playoff: lo rilevò Corini che non migliorò la situazione dei lombardi, ora a rischio C

Cristiano TognoliCristiano Tognoli

Pubblicato il 24.04.2025, 06:15

4 min

Pippo Inzaghi non ha dimenticato. Perché è impossibile dimenticare. Tre anni fa in questo periodo era a casa a chiedersi il motivo di un esonero maturato a sette giornate dalla fine, con il Brescia quinto in classifica, nonostante sul suo contratto avesse fatto inserire la clausola anti licenziamento fin che fosse stato nel range delle prime otto. Conosceva le abitudini di Massimo Cellino e infatti la storia finì in tribunale (e pensare che con Inzaghi aveva pattuito la A in 3 anni). Come non di rado accade quando c’è di mezzo il presidente delle Rondinelle. In realtà fu il redivivo direttore sportivo Francesco Marroccu, tornato in uno dei suoi tanti dentro e fuori con Cellino, a prendersi la responsabilità di tagliarlo per cercare l’all-in con Eugenio Corini, confidando di rivivere con l’allenatore bresciano la promozione in biancoazzurro di tre anni prima. Ma quinto era e quinto rimase quel Brescia. E ai playoff, dopo aver eliminato il Perugia, l’avventura finì in semifinale con il Monza.

 

Pippo Inzaghi è oggi totalmente connesso sulla missione di riportare il Pisa in Serie A dopo 34 anni. Sarebbe il suo secondo salto in alto dopo quello a Benevento cinque anni fa. Una rivincita se l’è già presa due stagioni orsono quando con la Reggina vinse 2-0 al Rigamonti. Bissare un successo nel quartiere di Mompiano domani pomeriggio vorrebbe dire dare un’altra bella botta nel duello a distanza con lo Spezia, male che vada resterebbe un +7 per i nerazzurri, con una giornata in meno. Domani tra l’altro il Pisa scenderà in campo sapendo già il risultato della squadra di D’Angelo, impegnata nel lunch match di Frosinone. Nell’entourage pisano c’è chi fa già un pensierino al turno del Primo maggio (Pisa-Frosinone e Spezia-Salernitana), individuandolo come quello in cui poter festeggiare in casa la Serie A. Pippo no. Lui sta fisso su ogni partita, seguendo la filosofia dello step by step. Senza illudersi, ma anche senza mai mollare. Con quel modo di ragionare e comportarsi si guadagnò tutto quello che un centravanti underdog, spesso sottovalutato, poteva solo sognare.

 

Nella stagione in cui allenò il Brescia fece conoscere al grande calcio Matteo Tramoni, che Cellino poi preferì non riscattare dal Cagliari per 1 milione e mezzo nonostante l’exploit del trequartista corso: 8 gol e 3 assist nella prima stagione tra i professionisti in Italia. Ritrovatoselo a Pisa, Inzaghi ha portato quest’anno Tramoni ad andare anche oltre con già 12 reti e 2 assist. E in nerazzurro Superpippo ha ritrovato anche Stefano Moreo, che già fu suo il centravanti a Venezia e che aveva fortemente voluto a Brescia dove l’ex giovanili del Milan aveva creato una prima connessione proprio con Tramoni. Quest’anno a Pisa, il neo papà Moreo ha uno score di 6 gol e 6 assist in un tridente che viene solitamente completato dal danese Alexander Lind (7+5). Solitamente, non domani. Lind è alle prese con un guai muscolari e Inzaghi preferisce non rischiarlo. Potrebbe sostituirlo con l’altro danese Henrik Meister, ma esiste anche l’ipotesi di Moreo prima punta con l’ingresso di Morutan sulla trequarti in coppia con Tramoni. Nonostante la brutta esperienza lavorativa, Pippo Inzaghi ha mantenuto con Brescia un legame speciale, vi ha acquistato casa e sarà la sua base con moglie e figli negli anni a venire. Non gli fa per nulla piacere vedere le Rondinelle in crisi e a rischio Serie C. Ma domani vuole vincere. Per avvicinare la Serie A e togliersi un sassolino.

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