© Marco Canoniero

Cacciamani-Toro: 2031 

Il pupillo di Abate rinnova e si lega ai granata per cinque anni: ingaggio da 300.000 euro a stagione: "Orgoglioso di combattere per questa maglia"

Ivana CrocifissoIvana Crocifisso

Pubblicato il 11.09.2026, 13:00

10 min

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Corteggiato dalla Roma, coccolato dai tifosi granata, punto fermo del Torino che Abate ha in testa sin dall’inizio della sua avventura. Sono passati solo tre anni dall’estate in cui - era l’agosto del 2023 - Alessio Cacciamani è diventato un giocatore del Toro. Al suo arrivo aveva da poco compiuto 16 anni: in 36 mesi la sua vita è completamente cambiata. Dalle giovanili dell’Ancona a quelle granata: l’Under 17, poi l’anno successivo un po’ di Under 18 (con tanto di scudetto di categoria) con vista sulla Primavera. Ci mette poco a conquistar Vanoli, uno che mai ha guardato la carta d’identità ma solo il talento, tanto che nella sua seconda stagione sotto la Mole Cacciamani riesce pure a trovare l’esordio in A (era dal 2000, dai tempi di Quagliarella, che un diciassettenne non trovava il debutto nella massima serie). Il resto è storia recente: un anno fa la scelta, vincente, di andare a caccia di spazio in Serie B. Spazio che la Juve Stabia, nella fattispecie Abate, gli concede eccome: l’esterno marchigiano quei minuti se li suda tutti fino a diventare indispensabile per la squadra campana. In quei mesi conquista pure la chiamata in Under 21 oltre a quella in Nazionale maggiore, nel corso della parentesi Baldini. Poi il ritorno al Toro dove ritrova proprio l’allenatore che così tanto ha creduto in lui oltre ad una tifoseria che ha da sempre ha un occhio di riguardo per quei giovani che dimostrano di avere grandi potenzialità. Adesso il rinnovo fino al 30 giugno 2031 con tanto di adeguamento dell’ingaggio che porterà il calciatore a guadagnare una cifra intorno ai 300 mila euro a stagione. L'ultimo mercato estivo ha certamente scosso la piazza: quando irrompe la proposta della Roma per il classe 2007, i tifosi granata non ci stanno, memori di quanto accaduto solo due anni prima, con la cessione di Bellanova, un titolarissimo, a campionato già iniziato. “Cacciamani non si vende” cantano in coro i tifosi al Filadelfia, non accettando che il calciatore ancor prima di poter lasciare il segno al Torino possa farlo in giallorosso. Le vie del mercato portano la dirigenza granata a compiere altre scelte e a sacrificare altri giocatori sull’altare del bilancio. L’esterno resta e, come detto, rinnova: aveva firmato il suo primo contratto da professionista fino al 2028 nel luglio del 2025, dopo aver compiuto 18 anni, per poi prolungarlo di un anno prima della partenza per Castellammare.

"Orgoglioso di fantastica maglia"

Ora il nuovo accordo che lo legherà ai granata per altri cinque anni. “Orgoglioso ed onorato di rinnovare e avere la possibilità di combattere e lottare per questa fantastica maglia”, ha scritto il granata sui social, in un post in cui si mostra sia in compagnia del presidente Cairo, al momento della firma, che in quella dei suoi agenti (“Siamo felici e orgogliosi del traguardo - è il messaggio della Football Stars Agency -, un cammino che racconta tanto di te e che può essere un esempio per i ragazzi più giovani”). Umiltà e dedizione lo hanno accompagnato fino a questo momento. Ed è così che ha conquistato la gente del Toro: l’entusiasmo che lo ha circondato già a Pinzolo - al quale ha sempre risposto con cordialità e con un pizzico di timidezza - è lo stesso che ieri lo ha travolto quando insieme a Kian Fitz-Jim ha incontrato i tifosi al Torino Fc Store della Rinascente. L’impatto con la Serie A - con continuità, quella che non avrebbe potuto avere due anni fa - non lo ha mai spaventato: finora Cacciamani ha sempre giocato titolare, tra campionato e Coppa Italia, mostrando sì di doversi adattare a ritmi diversi e ad una squadra che è stata in costruzione fino a dieci giorni fa, ma avendo dalla sua la piena fiducia dell’allenatore. Si è già aperto il ballottaggio con Fortini, complice anche l’arrivo di Belghali per la fascia destra, potrebbe arrivare qualche panchina, ma a soli 19 anni al mondo del calcio Cacciamani non avrebbe potuto chiedere di più.

Gli anni di Jesi

Negli anni Jesi ha cullato i suoi sportivi, dalla magnifica tradizione della scherma - con Valentina Vezzali in testa - a quella del calcio. Da lì appena tredicenne era partito Roberto Mancini: un predestinato, uno abituato a bruciare le tappe. Tra i più giovani a esordire in Serie A - a quell’epoca era stato il sesto di tutti i tempi -, si era poi guadagnato l’Under 21 e la Nazionale. Da Jesi è partito anche Alessio Cacciamani: lì è nato e lì ha dato i primi calci ad un pallone, prima delle esperienze con Biagio Nazzaro, Fano, Ancona e Torino. Quando l’esterno granata è nato, nel 2007, la carriera da allenatore del Mancio era già ampiamente avviata. Ora, col ritorno sulla panchina azzurra del ct, l’obiettivo di Cacciamani è anche quello di attirare l’attenzione del suo illustre concittadino. Obiettivo che il granata quasi certamente raggiungerà nei prossimi giorni, quando il ct diramerà la lista dei convocati per le gare contro Belgio, Turchia (doppio confronto) e Francia valide per la Nations League. Del resto Mancini ha dimostrato di non guardare la carta d’identità. Lo dicono i fatti, da Nicolò Zaniolo a Simone Pafundi, solo per citare un paio di esempi. Cacciamani ha già respirato l’aria della Nazionale maggiore, convocato (senza tuttavia esordire) da Silvio Baldini tre mesi fa, durante quel breve interregno azzurro dell’allenatore a seguito dell’addio di Rino Gattuso. Una grande occasione che potrebbe ripetersi perché nel nuovo ciclo di Mancini i più meritevoli avranno certamente un’occasione, specialmente in un momento in cui c’è da ricostruire un gruppo che possa ritrovare il passo degli anni d’oro.

Il sogno azzurro di Cacciamani

Non è l’unico giocatore del Torino, l’esterno, a sognare di entrare definitivamente nel giro azzurro. Uno è quel Cesare Casadei che dell’Under 21 è stato un punto fermo e un titolare e che con Spalletti aveva pure ricevuto due chiamate nel 2025, complice l’ottimo inizio con il Torino una volta rientrato in Italia dal Chelsea. Al momento infortunato, il centrocampista è uno degli osservati speciali del ct e sarà tenuto in grande considerazione per gli impegni futuri degli azzurri. Nella stessa situazione di Cacciamani ci sono altri due giovani granata protagonisti di questo avvio di stagione, Pietro Comuzzo e Niccolò Fortini. Sia il classe 2005 che il classe 2006 fanno parte del giro azzurro dell’Under 21 (come del resto Mascardi): non solo, perché al contrario del numero 77 granata tutti e due hanno già trovato l’esordio in Nazionale a giugno. Il Torino, che ha virato verso l’azzurro nell’ultima sessione di mercato ringiovanendo la rosa e puntando su più profili italiani, ora avrà la possibilità di mettere in vetrina i propri calciatori - tutti potenzialmente titolari in Serie A - per avere così la possibilità di avere di nuovo una presenza nutrita anche in Nazionale. La convocazione di giugno di Cacciamani aveva interrotto un digiuno di un anno: nei dodici mesi precedenti, infatti, nessun granata era stato convocato in Nazionale, al contrario di quella tradizione - almeno dal 2022 in avanti - che aveva visto nel corso degli anni almeno un granata in azzurro, da Belotti a Izzo, da Sirigu a Pobega, da Buongiorno a Bellanova e Ricci.

Coco sta bene e punta la Roma

La buona notizia che arriva dal Filadelfia, dove il Torino sta preparando la sfida contro la Roma di lunedì alle 18.30, riguarda Casadei. Il centrocampista è fermo da poco più di dieci giorni a causa di un problema muscolare e ha dovuto per questo rinunciare sia alle due trasferte contro Sassuolo e Fiorentina di campionato che alla partita di Coppa Italia col Monza. Ieri il giocatore ha ripreso a correre: difficile che possa recuperare in tempo per la partita contro i giallorossi ma sono da registrare comunque dei progressi. Anche Coco ha continuato lavorato a parte: il trauma contusivo con versamento tibiale, rimediato al Franchi, ha impedito al difensore di allenarsi con i compagni negli ultimi giorni ma filtra ottimismo sulla possibilità che l’equatoguineano possa essere tra i convocati. Zapata, invece, continua a svolgere allenamenti mirati e calibrati per il suo fisico. Già nel corso del ritiro l’attaccante aveva seguito un programma personalizzato a causa del gonfiore al ginocchio (lo stesso operato due anni fa) che è tornato a manifestarsi anche dopo l’impiego di Coppa Italia, quando Abate lo aveva schierato contro il Monza negli ultimi 35 minuti. Il nuovo fastidio ha costretto lo staff a rivedere il piano di preparazione del capitano granata.

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