
Perri, carattere di ferro
Lucas Perri ha vissuto sull’ottovolante la sua prima settimana granata. Dopo una trattativa interminabile, che non sembrava arrivare mai ad una conclusione positiva, il portiere brasiliano ha conquistato rapidamente una maglia da titolare, sin dalla gara di Coppa Italia con il Monza, la prima giocata dal Toro dopo il suo tesseramento. Tra i pali anche a Firenze, dove ha fatto il suo esordio in serie A, il sudamericano ha confermato le impressioni destate nella gara con i brianzoli: grandi parate, buona capacità di guidare il reparto arretrato e un intervento assolutamente rivedibile. Sia nell’esordio assoluto in Italia che in quello in campionato, infatti, il gol incassato dal Toro ha visto Perri non irreprensibile. Ma se in occasione della rete di Dany Mota il portiere era stato beffato da una rapidissima deviazione sottoporta che gli era passata tra le gambe, al Franchi le sue responsabilità sulla rete viola (un tiro da lontano di Pellegrino letto malissimo) sono invece apparse molto evidenti.
Perri, la vittoria di Firenze porta la sua firma
In entrambe le occasioni, però, l’estremo difensore arrivato in prestito dal Leeds ha dimostrato grande autocontrollo, e senza scomporsi si è lasciato alle spalle l’errore e ha certificato il risultato con interventi tutt’altro che semplici. Se col Monza le sue parate non sono servite per passaggio del turno, poiché il Toro non ha trovato nemmeno il gol del pari, la vittoria di Firenze porta anche la firma di Perri. Al miracolo arrivato dopo meno di centoventi secondi su Mastantuono di piede, è seguita nella ripresa una “paratona” su un colpo di testa di Atta (sull’1 a 0 per i viola, in quel momento...), che ha permesso ai granata di trovare poi una prima meritatissima vittoria, in rimonta. Inoltre il numero 20 ha dimostrato una buona personalità nell’aiutare i compagni nello sviluppare la manovra: tante azioni sono state avviate proprio dal portiere con lanci lunghi effettuati con buona precisione, al punto che il primo pallone toccato nella sua avventura italiana ha portato al palo di Oristanio nella sfida con il Monza. Adesso però Perri deve ritrovare continuità e fiducia nei propri mezzi, fattori che hanno condizionato non poco la sua avventura in Premier League.
Toro, l'avvio di Perri è incoraggiante
Al Lione, due stagioni orsono, quando non fu mai messo in discussione, si affermò come uno dei migliori interpreti del ruolo in Ligue 1, chiusa con una percentuale di parate del 72,5%, dopo che per lunghi tratti del campionato era stata superiore al 75%. Subito dopo l’infortunio di Firenze, Perri ha ricevuto l’abbraccio dei compagni, altro segnale di come l’estremo difensore sia entrato rapidamente in sintonia con un gruppo forgiato nel carattere da Ignazio Abate. Il neotecnico granata ha aspettato pazientemente la fumata bianca della trattativa con il Leeds per consegnare poi immediatamente la maglia da titolare al brasiliano, conquistato dalla sua personalità e dall’esperienza che può regalare ad un gruppo giovane che necessita di leader cui fare affidamento. L’inizio dell’avventura granata di Perri è stato incoraggiante, ora il portiere brasiliano deve dimostrare di essere tornato quello di Lione, per trascinare il Toro il più in alto possibile e convincere Carlo Ancelotti di valere quella maglia della Seleção accarezzata nel 2023, ma mai indossata.
Sblocca la news esclusiva
Mensile
Abbonamento Plus+
€ 5,90al meseAbbonati ora- Sito illimitato
- Rinnovo automatico
Annuale
Abbonamento Plus+
€ 49,90all'annoAbbonati ora- Sito illimitato
- Rinnovo automatico
Sei già abbonato?
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sui temi che più ti interessano e utilizzare al meglio i servizi di Tuttosport. Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto per vivere al meglio il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS
