© Marco Canoniero

Abate sfida Aquilani, stavolta sul campo

I due allenatori sono stati in lizza per la panchina del Toro: Ignazio l’ha spuntata dopo i vari colloqui

Ivana CrocifissoIvana Crocifisso

Pubblicato il 27.08.2026, 13:30

4 min

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Abate o Aquilani, Aquilani o Abate. Sabato uno sarà sulla panchina del Sassuolo l’altro su quella del Torino, nel match del Mapei, ma poco meno di tre mesi fa entrambi avrebbero potuto fare una scelta diversa, quella opposta. Presupposti in comune per le due società: ripartire da un allenatore in rampa di lancio, con un’idea di gioco ben precisa e in grado di valorizzare i giovani. Ed è il motivo per cui Cairo e Petrachi avevano messo gli occhi sui due allenatori, cominciando a sondare il terreno ben prima della chiusura della stagione dei granata, in modo da poter essere pronti al momento giusto. Due allenatori reduci da una bella annata in B, culminata sia per la Juve Stabia di Abate che per il Catanzaro di Aquilani con i playoff. Avrebbero potuto giocarsi la A in finalissima ma l’incrocio non c’è stato: la squadra campana si è fermata in semifinale, eliminata dal Monza, quella calabrese ha perso la finalissima contro i brianzoli. Di certo anche quell’ultima sfida di Serie B ha allungato i tempi, ritornando alla questione panchina: Aquilani, concentrato esclusivamente sul Catanzaro fino al triplice fischio dello spareggio decisivo, ha rimandato ogni incontro di mercato - sia col Sassuolo che con il Torino - al termine della stagione. Nel frattempo, ovviamente, i due club avevano già avuto modo di sedersi attorno a un tavolo con Abate, per mettere a confronto idee e progetti ma pure, ovviamente, per confrontarsi dal punto di vista formale e discutere della possibilità di intraprendere un percorso insieme.

Torino-Sassuolo: le trattatative per i rispettivi allenatori

Giornate frenetiche quelle che hanno caratterizzato i colloqui con i due allenatori, a cavallo tra maggio e giugno: il Toro - ma così anche il Sassuolo - è stato tra le ultime squadre a definire la sua panchina. Questo sottolinea quanto la dirigenza granata, anziché pensare solo a riempire quella casella vuota, abbia voluto chiarirsi le idee prima di definire l’operazione - in questo caso con Abate - attendendo l’ultimo sì dell’attuale allenatore e non accontentandosi di altri profili. Lo stesso è accaduto ai neroverdi: e non è un caso che l’annuncio dei rispettivi allenatori sia arrivato esattamente lo stesso giorno, il 12 giugno, quando per entrambi è cominciata una nuova avventura. Chiusa la parentesi D’Aversa e messa in archivio una stagione in cui i granata avevano dovuto sostituire in corsa l’allenatore dopo la partenza con Baroni, la scelta è caduta su un profilo decisamente diverso dai precedenti.

Abate-Aquilani: sarà sfida nella sfida

Ora c’è tutta la curiosità di vedere all’opera, uno di fronte all’altro, due tecnici che hanno dimostrato di avere le idee chiaro e dei principi di gioco ben definiti. Sarà una sfida nella sfida quella tra i due: quasi coetanei, reduci dal debutto in A meno di una settimana fa e con due squadre ancora in costruzione, che aspettano rinforzi dal mercato. Si sono già affrontati da allenatori in carriera e il bilancio pende in favore di Aquilani. Nel campionato Primavera due successi della Fiorentina, mentre nell’ultima stagione sia all’andata che al ritorno, le partita tra Juve Stabia e Catanzaro sono terminata in parità. Sabato Abate cercherà di battere per la prima volta Aquilani. 

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