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Toro-Bragança: doppio ostacolo

Il prestito del portoghese è complicato: prima dovrebbe rinnovare con lo Sporting. E per l’acquisto definitivo servono delle cessioni  

Andrea Piva Andrea Piva

Pubblicato il 27.08.2026, 13:00

5 min

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TORINO - Ormai si può parlare di corsa contro il tempo, anche perché alla chiusura della finestra estiva di calciomercato manca davvero poco: sei giorni, considerando anche oggi. Martedì alle 20, un’ora prima rispetto all’inizio di Toro-Monza di Coppa Italia, suonerà il gong e poi sarà possibile solamente cedere chi ancora sarà eventualmente rimasto a qualche squadra straniera, di uno di quei Paesi dove la sessione di mercato chiuderà più avanti. Ma fino a gennaio non ci sarà più tempo per sistemare la squadra, per consegnare a Ignazio Abate quei rinforzi di cui ha bisogno e che il tecnico ha anche richiesto pubblicamente. «Innesti? Mi aspetto una settimana importante sul mercato», aveva dichiarato l’allenatore. Una richiesta che aveva già fatto dopo la partita di Coppa Italia contro la Carrarese. Pochi giorni dopo era arrivato Niccolò Fortini in prestito con diritto di riscatto, la stessa formula con cui Gianluca Petrachi vorrebbe portare a Torino Daniel Bragança. Ma non sarà facile, questo perché il centrocampista portoghese ha il contratto in scadenza e per essere ceduto a titolo temporaneo, esattamente come avvenuto con Ivan Ilic prima della partenza per Lecce, dovrebbe prima rinnovare per almeno un altro anno. Né lo Sporting, né lo stesso Bragança sembrano però intenzionati a prolungare il contratto: sia la società che lo stesso calciatore vorrebbero trovare immediatamente una soluzione definitiva.

Daniel Bragança al Torino: la trattativa con lo Sporting

Petrachi proverà comunque a portare avanti la trattativa per il prestito con diritto di riscatto, lo stesso sta facendo anche il Paok (altra squadra interessata al centrocampista), ma è pronto anche a virare sull’acquisto a titolo definitivo. Lo Sporting chiede tra i 6 e i 7 milioni per lasciar partire il giocatore (richiesta praticamente dimezzata rispetto a quella di inizio estate), una cifra che il Toro potrà mettere sul piatto solamente se dovessero andare in porto alcune cessioni. La trattativa con l’Olympiacos per Marcus Pedersen, di cui scriviamo in maniera più approfondita nell’articolo qui sotto, può certamente aiutare, ma potrebbero aiutare anche eventuali uscite proprio a centrocampo.

 

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Con l’offerta giusta, ormai è noto, Gvidas Gineitis potrebbe partire: il Salisburgo e il Celtic hanno mostrato interesse per il lituano, ma non hanno ancora presentato una vera proposta. Gli scozzesi la stanno preparando, ma resta da capire se dopo la clamorosa eliminazione ai preliminari di Champions League contro il Lask (il Celtic aveva vinto 3-0 all’andata, al ritorno era in vantaggio per 1-0, ma ha poi perso 5-1) potranno avvicinarsi a quei 10 milioni richiesti da Urbano Cairo. In caso contrario Gineitis resterà. L’eventuale permanenza del numero 66 non chiuderebbe comunque le porte a Bragança: Abate vuole almeno due centrocampisti mancini e dopo la partenza di Ilic, al momento resta appunto solo Gineitis.

Torino, Ilkhan, Anjorin e gli altri giocatori in uscita

Sul mercato c’è sempre Emirhan Ilkhan, per cui si è registrato un sondaggio da parte del Cagliari (il Toro lo aveva anche proposto come contropartita per Sebastiano Esposito), ma anche in questo caso non è ancora arrivata una vera offerta. E molto difficilmente ne arriverà una per Tino Anjorin, considerato che l’inglese è ancora alle prese con alcuni problemi fisici. Insomma, per Petrachi non sarà semplice portare a termine trattative in uscita a centrocampo, ma sul mercato restano anche i vari Ché Adams (che è seguito da Hull City e Cagliari) e Sandro Kulenovic (che piace al Paok).

Torino, le cessioni necessarie e il futuro di Cacciamani e Njie

Come detto però, qualche cessione (oltre a quella di Pedersen, se la trattativa con l’Olympiacos andrà a buon fine) sarà necessaria. Il timore dei tifosi è che alla fine possano essere sacrificati Alessio Cacciamani o Alieu Njie, ma sono due giocatori che Abate vorrebbe che restassero. E anche Cairo e Petrachi non vorrebbero vendere.

 

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