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Cacciamani: "Toro, io resto volentieri"

L’esterno sinistro ha ripetuto al presidente, a Petrachi e ad Abate che è felice di crescere a Torino, gradualmente, in un clima di grande fiducia

Marco BonettoMarco Bonetto

Pubblicato il 14.08.2026, 13:00

7 min

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TORINO - Alessio Cacciamani è un bravo ragazzo, è particolarmente sveglio e sa come tenere i piedi per terra, pur se da tempo sta volando. Serio, professionista attento, già molto più maturo rispetto alla sua giovane, giovanissima età: ha appena 19 anni, compiuti a fine giugno. Con le sue qualità (e pure le sue potenzialità) si è già conquistato la Serie A, anche se il campionato deve ancora cominciare e l’esterno mancino arriva da una splendida stagione disputata in B, nella Juve Stabia (36 presenze di cui 31 da titolare, con 2 gol e altrettanti assist). Ragazzo precoce, in tanti sensi. E non solo o non tanto perché a maggio 2025 veniva già fatto esordire da Paolo Vanoli in A, nei minuti finali contro Inter e Lecce. Resta il fatto, comunque, che a 18 anni Cacciamani giocava già anche la sua prima partita nella nazionale azzurra Under 21. E dopo essersi rivelato come uno dei migliori giovani talenti dell’ultima Serie B, grazie anche al fiuto e ai buoni insegnamenti di Ignazio Abate, ora si è meritato fin dall’inizio del ritiro il ruolo di titolare in granata: la fascia sinistra è di sua proprietà, nei piani del tecnico e della società, con un compito nemmeno troppo agevole, visto che nel 3-4-2-1 Alessio è chiamato a gestire, da esterno, l’intera doppia fase. E nelle amichevoli fin qui disputate ha anche mostrato una condizione in crescendo: qualità e intesa, intensità e persino sagacia tattica. Poi, quando può, piazza un paio di finte, dribbla e inserisce il turbo. E al dunque cerca l’assist astuto, il dai e vai prepotente, il cross su misura.

Pressing Roma, la risposta di Cacciamani

Abate stravede per Cacciamani. Lo sente anche come una sua creatura, doppiamente. E Gianluca Petrachi è convinto che possa sorprendere e mietere successi individuali prorompenti anche in Serie A. Urbano Cairo lo valuta una ventina di milioni: «La mia intenzione è tenerlo, vorrei riuscire a tenerlo». Gian Piero Gasperini è uno dei diversi allenatori di Serie A che hanno già dedicato ben più di un pensiero per Cacciamani. La Roma cerca un vice-Wesley per la fascia sinistra, il ds giallorosso Tony D’Amico sta trattando nel ruolo Destiny Udogie (Tottenham) e soprattutto l’interista Luis Henrique, buono per entrambe le fasce. Ma continua a non mollare anche Cacciamani. La Roma ha già dato disponibilità ad aumentare anche l’ultima offerta presentata, 12 milioni più 3 di bonus. Il granata non è la prima scelta in ottica romanista, ma potrà diventarlo nei prossimi giorni, in specie nel rapporto potenzialità/prezzo, se gli altri obiettivi saranno giudicati troppo cari: e tanto più se si parla di rinforzi da piazzare in alternativa al nazionale brasiliano Wesley, titolare designato. E così, in questo scenario, nella Capitale c’è anche chi cerca di tirare per la giacchetta Cacciamani, come se il ragazzo non vedesse l’ora di salutare il Torino per sbarcare nella Roma. Ma non è così, e ben lo sa non solo Abate, che più volte ha parlato con lui, in queste settimane, anche per comprenderne motivazioni, desideri, considerazioni, ambizioni. E parimenti lo sa bene anche Petrachi. E Cairo, naturalmente. Il ds e il presidente hanno parlato più volte con Cacciamani di prospettive e scelte. E a maggior ragione ne hanno discusso con gli agenti, in un clima sempre costruttivo. «Io resto volentieri», ha già detto e ripetuto il ragazzo. Vuole crescere gradualmente e con... logica, sa che a Torino può diventare protagonista e artefice di una stagione brillante in primo piano, sotto il profilo individuale. Poi, certo, si mette a disposizione della società. Se Cairo dovesse venderlo alla Roma, Cacciamani non farebbe certo saltare l’operazione, per carità! Ma a Torino il ragazzo si trova bene, in granata è cresciuto fin dal vivaio, prova anche una forma di gratitudine, sa che con Abate potrebbe compiere un’ulteriore maturazione tra pressioni meno... pesanti e forzate, rispetto alla Capitale. E in granata ha anche in tasca il posto da titolare. Insomma, Cacciamani è contento di restare nel Torino, ragiona con umiltà, intelligenza, lungimiranza.

Cairo, la posizione sul mercato

E Cairo? «Io voglio tenerlo, vorrei tenerlo stretto, ma non posso prometterlo al 100%, non voglio fare promesse al vento. Oltretutto non c’è soltanto la Roma... Io lo vorrei proprio tenere, ma poi dovremo anche vedere come si svilupperanno le questioni. Spero di riuscire a fare una serie di altre cose (altre cessioni, ndr), per cui alla fine Cacciamani rimarrà con noi. Vediamo, stiamo lavorando anche per questo. Voglio essere onesto, anche per i tifosi... Io spero veramente di riuscire a tenerlo. Ma dipenderà anche dalle offerte, da un po’ tutto... Anche dalle alternative che abbiamo in rosa in uscita. E noi qualche cessione la dobbiamo fare, sennò si apre una situazione economica non brillante. Qualcuno dobbiamo venderlo, finora abbiamo fatto solo acquisti... qualcosa andrà fatto...», preannunciava alcuni giorni fa. Nei piani c’è la cessione di altri giovani di qualità che possono fruttare buone plusvalenze, come Alieu Njie (può garantire 16-18 milioni, più i bonus) e Gvidas Gineitis (sui 7, 8 milioni). Per l’ala svedese si è già mosso concretamente il Salisburgo, che ha sondato anche il mediano, seguito prima di tutto dal Celtic. Qualche milione (4 o 5?) può arrivare da Emirhan Ilkhan, che però è in scadenza (ha estimatori in Turchia). Sul mercato c’è anche Ché Adams, pur se al momento senza offerte giudicate all’altezza (il Torino lo valuta tra 8 e 10 milioni). In bilico pure Sandro Kulenovic. In aggiunta, sono sul mercato alcuni giocatori fuori dai programmi: in testa Ivan Ilic (in scadenza e in un clima di rottura), Tino Anjorin, Cristiano Biraghi (ma di questi solo il serbo, forse, potrebbe portare qualche milione, in extremis). Cairo, intanto, ha già chiarito in diverse circostanze e con più interlocutori (non soltanto con Petrachi, insomma) quelli che sarebbero i suoi desideri: ricavare almeno una trentina di milioni, se non 35, dalle cessioni, per esigenze di bilancio. Ed è qui che può allargarsi una solenne, ennesima fregatura (eufemismo) per i tifosi granata. Anche se Abate ha già ripetutamente chiesto a Petrachi e Cairo la permanenza di Cacciamani. E anche se lo stesso Alessio l’ha già detto e ridetto, «io resto volentieri, io resterei volentieri».  

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