Toro, nell’emergenza a brillare è Luongo  

Nella prima amichevole a Pinzolo il giovane centrocampista è stato uno dei granata che ha convinto

Andrea Piva Andrea Piva

Pubblicato il 20.07.2026, 13:15

4 min

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PINZOLO - «Chi tra i giovani mi sta colpendo di più? Luongo. Ma mi aveva già impressionato quando si era allenato con noi al Filadelfia». Una bella investitura quella di Duvan Zapata nei confronti del giovane centrocampista. Quando il capitano granata si era espresso in questo modo, tra l’altro, Luongo si era appena aggregato al ritiro della prima squadra e probabilmente non immaginava nemmeno che, 24 ore dopo, sarebbe sceso in campo dal primo minuto nell’amichevole contro il Pinzolo Valrendena. Invece, Ignazio Abate ha voluto dargli fiducia, preferendolo, per esempio, al più esperto Gvidas Gineitis, ma anche a Marco Della Vecchia che, dopo essere rientrato dal prestito alla Virtus Entella, vuole ora giocarsi le proprie chance per restare. Certo, l’infortunio muscolare patito da Emirhan Ilkhan proprio alla vigilia del primo test stagionale ha favorito Luongo: se il turco non fosse stato costretto a fermarsi, il posto a centrocampo al fianco di Ivan Ilic sarebbe stato suo.

Torino, Luongo sfrutta l'occasione: personalità e qualità nel ritiro di Pinzolo

Il giovane centrocampista della Primavera ha però saputo sfruttare al meglio l’occasione, mettendosi in luce con una buona prestazione fatta di intensità, qualità e grande personalità. Non ha avuto paura di provare la conclusione quando ha trovato spazio al limite dell’area di rigore avversaria, ma non ha avuto neanche timore di proporsi per ricevere il pallone dai compagni e impostare l’azione. Luongo sa che il ritiro di Pinzolo può rappresentare una grande occasione e sembra avere tutta l’intenzione di sfruttarla per convincere lo staff tecnico a puntare su di lui anche in futuro.

Luongo e il futuro al Torino: talento da coltivare, ma serve pazienza

C’è però un errore che ora non dovrà commettere per non rischiare di bruciarsi, facendo la fine di altri promettenti calciatori usciti dal vivaio e poi smarritisi lungo il percorso: pensare che la parte più difficile sia già alle spalle. Luongo ha appena 18 anni e nell’ultima stagione, la prima con la formazione Primavera, è stato a lungo limitato dagli infortuni, senza riuscire a esprimersi con la continuità che avrebbe voluto. Deve ancora crescere dal punto di vista fisico, tecnico e tattico, perché il calcio della Serie A è molto diverso da quello assaggiato contro il Pinzolo Valrendena, formazione che milita nel campionato di Prima Categoria. Per questo motivo dovrà mantenere i piedi per terra. Il tempo è dalla sua e al Torino può contare su un allenatore come Ignazio Abate, che ha sempre dimostrato di credere nei giovani. È stato proprio il tecnico granata, dopo averlo osservato giovedì, a volerlo aggregare alla prima squadra per il resto del ritiro. E Abate ha già dimostrato di saper valorizzare i talenti, come accaduto nella scorsa stagione con Alessio Cacciamani alla Juve Stabia. La concorrenza in mezzo al campo non manca: Gianluca Petrachi è infatti alla ricerca di un nuovo mediano e tra i profili seguiti c’è Kristijan Jakic dell’Augusta. Ma se Luongo continuerà a esprimersi sugli stessi livelli mostrati in questi giorni di ritiro e confermerà la propria crescita anche con la Primavera, nel corso della stagione potrebbe togliersi più di una soddisfazione.

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