© Marco Canoniero

Zapata: "Toro scelta di vita"

Prima di partire per il ritiro il colombiano ha rinnovato il contratto fino al 2028. Ora è pronto a guidare la squadra per la quarta stagione

Andrea PivaAndrea Piva

Pubblicato il 18.07.2026, 13:00

5 min

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INVIATO A PINZOLO - Un anno fa, proprio di questi tempi, Duvan Zapata lavorava nel ritiro di Prato allo Stelvio con l’obiettivo di tornare al più presto in campo e lasciarsi definitivamente alle spalle il grave infortunio al ginocchio che lo aveva costretto a un lungo stop. «Ora invece sto bene. Chiaramente non ho ancora i 90 minuti nelle gambe, ma durante le vacanze mi sono allenato. Prima del raduno, su consiglio del direttore Petrachi, ho fatto insieme ad alcuni compagni un lavoro specifico in piscina che sia a me che a loro sta ora portando dei vantaggi», ha rassicurato il centravanti con il sorriso in volto direttamente dal ritiro di Pinzolo. Prima del ritiro ha anche prolungato il contratto, cosa significa questo rinnovo? «Per me è motivo d’orgoglio continuare a indossare la maglia del Toro. Sono felice che la società mi abbia dato questa possibilità, adesso inizierà la mia quattordicesima stagione in Italia». Possiamo dire che per lei il Toro è una scelta di vita? «Sì. Il rinnovo mi permette di avere anche una continuità di vita in Italia, due dei miei tre figli sono nati qua. Da bambino non immaginavo neppure di poter giocare così tanti anni in un campionato importante come la Serie A, sono grato al Toro per avermi dato la possibilità di proseguire il mio percorso qua».

Mondiale e nuovo Toro

Quando il nuovo contratto scadrà avrà 37 anni, al Mondiale stiamo vedendo Messi a 39 fare ancora la differenza, si augura di avere la stessa continuità? «I tempi sono cambiati, una volta appena superati i 30 anni un calciatore iniziava a pensare di smettere, adesso sono cambiati i metodi di allenamento, di recupero dagli infortuni. Non so fino a che età giocare, ma finché mi sentirò bene continuerò a cercare di dare il massimo». A proposito del Mondiale, chi tiferà tra Argentina e Spagna? «Qua ci sono il Cholito, Biglia, Raimondi… ma diciamo che vinca il migliore». Che obiettivi si è dato per questa stagione? «Voglio fare bene, l’anno scorso per me è stato un anno difficile, rientravo da un grave infortunio e ho impiegato un po’ di tempo a tornare in forma. Ora sto bene e vorrei raggiungere la doppia cifra per quel che riguarda i gol. Per me un attaccante forte deve andare in doppia cifra con continuità. Per quel che riguarda gli obiettivi di squadra è ancora presto: il mercato è aperto, mancano ancora dei giocatori per completare la rosa, poi dovranno tornare i ragazzi che hanno giocato al Mondiale, ritrovare la condizione, integrarsi nei nuovi schemi. Insomma, è presto per parlare di obiettivi, ma posso dire che vogliamo essere protagonisti». Uno dei volti nuovi è Oristanio, che impressione le ha fatto? «Si vede già che ha voglia. Gaetano è un giocatore che ha tecnica, che può darci una grande mano. La scorsa stagione avevamo solo Vlasic come trequartista, con quelle qualità: non c’era un sostituto a Niksi. Adesso è importante che ci sia anche Oristanio perché ci fa alzare il livello».

La novità Abate

Ci sono anche tanti giovani qua in ritiro, c’è qualcuno che l’ha colpita? «Ci sono sia dei ragazzi che erano nella Primavera che giocatori che sono tornati dai prestiti. Spero che possano sfruttare questa occasione per guadagnarsi la permanenza in squadra. Ora si è unito a noi anche Luongo, che mi aveva già colpito molto l’anno scorso quando si era allenato con noi». C’è anche un allenatore nuovo, com’è Abate? «Ha tanto entusiasmo e ce lo trasmette. Vuole fare un calcio propositivo e per noi è fondamentale provare un gioco diverso per riuscire ad alzare il livello». Abate le ricorda qualche allenatore che ha avuto in passato per il modo di allenare? «Certi concetti sul palleggio sono simili a quelli che aveva Giampaolo alla Sampdoria. Ma il tipo di gioco è diverso». Come è cambiato il lavoro con Abate? «Con Abate ci stiamo conoscendo, adesso ci sta spiegando i suoi concetti, come muoverci in campo. Dal punto di vista tattico non cambierà molto rispetto allo scorso campionato, ma sono diverse le richieste per attaccanti e centrocampisti». La scorsa stagione è stata caratterizzata dal lungo sciopero dei tifosi, come avete vissuto questa situazione? «È una situazione che ci spiace. Vorremmo riuscire a riguadagnare l’amore dei tifosi e speriamo di riuscirci con il nostro gioco, con le prestazioni. Vorremmo che i tifosi si possano sentire rappresentanti da noi in campi, che siano orgogliosi di ciò che facciamo».  

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