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Toro: Abate lavora così

Quella in Trentino sarà una preparazione incentrata sul possesso palla. Gli allenamenti tattici sulla costruzione dal basso sin dai primi giorni di ritiro, ma anche tanta intensità

Andrea PivaAndrea Piva

Pubblicato il 24.06.2026, 06:30

4 min

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TORINO - Tra poco più di due settimane, Ignazio Abate inizierà a lavorare al Filadelfia per preparare la nuova stagione: il programma prevede tre giorni di test e allenamenti in città, poi la partenza per Pinzolo, dove la formazione granata resterà per due settimane in ritiro prima di rientrare a Torino e concludere la preparazione estiva, per poi iniziare a fare sul serio con il debutto in Coppa Italia e, successivamente, con quello in campionato. Ma come saranno gli allenamenti di Abate? Se i primi giorni al Filadelfia saranno caratterizzati principalmente dai test atletici, che serviranno al tecnico e al suo staff per valutare la condizione dei vari giocatori, a Pinzolo il focus dell’allenatore sarà invece orientato, sin dai primi giorni, sulle idee di gioco, su ciò che i suoi calciatori dovranno fare in campo. Era stato così anche la scorsa estate, quando era alla guida della Juve Stabia: in ritiro i primi allenamenti erano stati principalmente sulla fase di possesso, sulla costruzione dell’azione dal basso con il coinvolgimento anche del portiere. Non è un caso che Abate abbia chiesto a Gianluca Petrachi un estremo difensore che sia bravo anche a gestire il pallone con i piedi e che sappia poi smistarlo con precisione. Per questo motivo si è raffreddata (ma non del tutto chiusa) la trattativa con il Lecce per Wladimiro Falcone (le cui qualità tra i pali non sono in discussione, ma che non ha piedi educatissimi), mentre il ds ha intensificato i contatti per Federico Ravaglia del Bologna, ma ha anche iniziato a valutare alcuni profili all’estero.

Gli allenamenti e l'idea di calcio

Tornando al tipo di allenamenti che Abate dirigerà a Pinzolo, la scorsa estate dopo appena tre giorni di ritiro a Castel di Sangro, il terzino della Juve Stabia Francesco D’Amore raccontava: «Abate ci sta trasmettendo tanta grinta». E riguardo all’idea di calcio dell’allenatore: «Vuole che giochiamo la palla, che non la buttiamo via: stiamo lavorando su queste». Abate non ha cambiato la propria idea di calcio e anche con il Toro gli allenamenti saranno simili. L’allenatore vuole che la sua squadra domini il gioco e non è un caso che la Juve Stabia, nello scorso campionato, sia stata una delle squadre che ha primeggiato in Serie B per quel che riguarda il possesso palla: la media a partita è stata del 52,7%. Solo quattro squadre (Venezia, Mantova, Catanzaro e Monza) hanno avuto un possesso palla superiore. A dimostrazione che il tecnico non vuole che il pallone venga buttato via, come spiegato da D’Amore, c’è anche un altro dato: la Juve Stabia è, dopo il Bari, la squadra che ha effettuato meno lanci lunghi di tutta la serie B. Ad Abate piace che la squadra faccia correre il pallone e gli avversari, non che i suoi giocatori non lo facciano: oltre alle esercitazioni tattiche, sin dai primi giorni di ritiro, c’è da aspettarsi anche tanto lavoro sulla parte atletica per cercare di far in modo che il suo Toro possa dar filo da torcere agli avversari anche sul piano atletico. Se poi ci riuscirà o no lo dirà il campo.

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