"Zapata, sempre con noi"

Affetto per il centravanti, che si è sbloccato con D’Aversa: 2 gol   in 3 partite. È stato lui a ricevere più applausi e urla di incitamento 

Ivana Crocifisso Ivana Crocifisso

Pubblicato il 17.03.2026, 13:00

5 min

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TORINO - Come ha risposto il tifo organizzato all’apertura dei cancelli del Filadelfia? Con l’assenza, esattamente quello che accade allo stadio Grande Torino ormai da settimane. Non c’erano gli Ultras a seguire l’allenamento della squadra di D’Aversa: reduci dal 4-1 al Parma (e da due giorni di riposo) i granata hanno cominciato a preparare la sfida di sabato al Milan di fronte a circa 700 tifosi. Quelli più caldi hanno scelto invece di non esserci, proseguendo anche così con la contestazione contro la gestione Cairo. La prossima sfida in casa, quella col Verona, cadrà tra poco più di tre settimane e anche in quella occasione la Maratona sarà priva del suo tifo più caldo.

Toro, clima sereno in allenamento: applausi per squadra e D’Aversa

Del resto il segnale sembra ormai chiaro: continuare ad oltranza per mandare un messaggio, al di là di quelli che saranno i risultati sul campo da parte della squadra. Nelle ultime due partite in casa il Torino ha ottenuto altrettanti successi, mostrando di poter ripartire dopo l’esonero di Baroni: ma non è, non è mai stata, una questione di vittorie o di sconfitte. E così lontano da Torino (già a partire da sabato a San Siro), i tifosi continueranno ad esserci, ma non al Grande Torino. Nemmeno al Fila, se l’esperimento dovesse ripetersi anche nelle prossime settimane. Il buon momento ha consentito al gruppo di allenarsi in un clima di assoluta serenità. Di applausi la squadra ne ha ricevuti: all’ingresso in campo, nel corso delle esercitazioni, durante la partitella. Così come non è mancato l’incitamento a D’Aversa: presto per i cori, sì, ma chi era sugli spalti ha voluto sottolineare - anche in questo caso con applausi - la grinta dell’allenatore, che quando necessario ha alzato la voce per caricare i propri giocatori.

 

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Zapata trascina il Torino: segnali di rinascita e condizioni in crescita

All’applausometro, palesemente anche, ha vinto però Duvan Zapata. "Duvan sempre con noi!", gli hanno anche gridato. La rinascita del colombiano, che nelle ultime due partite giocate al Grande Torino ha segnato due gol sbloccandosi dopo un digiuno di tre mesi, ha sicuramente riacceso la tifoseria che ha da sempre nel cuore il colombiano, sin dal suo arrivo. E a maggior ragione dopo quel brutto infortunio che nella scorsa stagione ha impedito al Torino di avere a disposizione per un intero campionato il suo attaccante (unica prima punta, in quel frangente): un’assenza che ha pesato non poco e che, pur essendo accaduto ad ottobre, aveva quasi chiuso anzitempo ogni speranza granata di mirare a qualcosa di più che a una semplice salvezza tranquilla. Ad ogni pallone toccato il brusio di approvazione aumentava: che fosse la minuscola porta utilizzata in una semplice esercitazione o quella della partitella, poco importa. Quando scattava l’applauso si poteva essere certi che fosse riferito a lui, a Zapata. Protagonista, a proposito di partitella, pure in quella: si è chiusa 3-1 per i “granata” grazie alla doppietta di Duvan e al gol di Lazaro, mentre il gol dei giocatori con la pettorina è stata messa a segno da Adams. In quell’ultimo frangente Zapata faceva coppia con Njie, il Ché con Kulenovic. Non è solo una questione di gol: il colombiano sembra esserci con la testa e soprattutto con il fisico. Evidente il passo avanti in termini di tenuta rispetto non tanto alle prime uscite in allenamento (quello sarebbe piuttosto ovvio) quanto alle ultime settimane. Ad aiutare è anche la nuova linfa che l’arrivo di D’Aversa sembra aver dato agli attaccanti: è una squadra che ora segna di più. Ieri all’appello mancavano Aboukhlal e Anjorin. Il primo ha continuato a lavorare a parte come da un mese a questa parte: l’esterno è fermo dalla vigilia della sfida al Genoa a causa di una contusione al ginocchio che gli ha impedito di essere convocato nelle ultime quattro partite. Non solo per quella di Marassi, ma pure per le prime della nuova gestione D’Aversa. La speranza è che possa tornare in gruppo nei prossimi giorni per avere una chance in vista della sfida contro il Milan. In permesso Anjorin, dopo il lutto famigliare che lo ha colpito la scorsa settimana.

 

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