
Toro, adesso Israel sfida Paleari
TORINO - In una qualsiasi altra situazione si parlerebbe del rientro del portiere titolare. Nel caso di Franco Israel, invece, è necessario fare un ragionamento diverso. Non per togliere al giocatore dei meriti, perché da quando è arrivato a Torino è a lui che Baroni ha affidato la porta sin dall’esordio stagionale contro il Modena in Coppa Italia, ma semplicemente perché l’allenatore è stato molto chiaro sul sistema che ha sempre regolato e continuerà a regolare le sue scelte. "Non esistono gerarchie - aveva sottolineato il tecnico prima della sfida al Pisa - non sono abituato a vedere dei titolari, è una forma di rispetto verso tutti i calciatori, verso il loro impegno e la loro dedizione. Israel è un portiere di valore ed è il suo valore che eventualmente lo riporterà in porta, non le gerarchie. Se pensasse che è la gerarchia a riportarlo in porta commetterebbe un errore, ma questo vale per tutti i giocatori della rosa. Ognuno di loro sa di dover dare il massimo: se dà il massimo gioca".
Dualismo Israel-Paleari: il Toro ora ha due portieri titolari
Dare il massimo in allenamento, mostrare quegli occhi che - aveva aggiunto Baroni dopo il derby - spesso fanno prendere all’allenatore la decisione su chi schierare. Israel si è messo alle spalle un infortunio che lo ha costretto a uno stop di un mese (l’ultima sfida giocata è quella del 18 ottobre contro il Napoli) per recuperare dalla contusione al costato che per settimane gli ha impedito di allenarsi regolarmente, nel frattempo Alberto Paleari lo ha sostituito dimostrando tutta la propria affidabilità. Non solo, perché quello che fino a trenta giorni fa tutti consideravano il secondo di Israel ha dimostrato di poter lottare alla pari per un posto da titolare, sfoderando prestazioni che hanno consentito al Toro di portare a casa punti pesanti (tra questi la vittoria col Genoa, il pari a Bologna, come pure quello con la Juventus).
Toro, Paleari o Israel? A Baroni la scelta
Ora i due partono alla pari e questo per l’ex Sporting Lisbona significa dover combattere per una maglia. Un po’ quanto accaduto nella sua ultima esperienza in Portogallo: a proposito dell’ultima stagione, la scelta di dire sì al Torino era stata dettata anche dalla possibilità di trovare spazio da titolare e poter così ritrovare pure la Nazionale, come poi è accaduto. Certo, avere un Paleari così in forma, così centrato, non è una questione da sottovalutare. Non lo farà Baroni che si ritrova comunque in squadra due primi, pronti ad un duello interno che potrà alzare ancora di più il livello e di conseguenza fare il bene del Torino.
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