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Paleari: altro show. Mezzo punto è suo 

Guida una difesa che ora funziona. Gineitis: "Pareggio importante. Io potevo fare meglio: crescerò"

Federico MasiniFederico Masini

Pubblicato il 30.10.2025, 13:00

4 min

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Non si passa. A 33 anni Alberto Paleari ha conosciuto una nuova dimensione della sua carriera. Si diverte e para. Dopo l’esordio da titolare in campionato domenica scorsa in casa contro il Genoa, con i miracoli nel finale su Vitinha e Cornet per blindare il successo per 2-1, ecco il replay al Dall’Ara dove grazie anche a una difesa in formato super, ha protetto la porta del Torino per un punto che ovviamente è di quelli importanti. La squadra granata, al quarto risultato utile consecutivo, si è portata a 12 punti, a meno tre dalla parte bassa della zona europea rappresenta proprio dal Bologna e dalla Juventus, ma soprattutto a più otto da quella retrocessione, un margine che può permettere ai ragazzi di Marco Baroni di lavorare con serenità e sognare in grande, visto che nel weekend ci sarà la sfida casalinga con il Pisa e poi il derby prima della sosta. Dallinga, Bernardeschi, Cambiaghi e Odgaard prima; Castro, Orsolini, Dominguez e Odgaard poi, con un tocco di Fabbian nel finale. Il Bologna ci ha provato con tutta l’artiglieria pesante: otto giocatori offensivi ruotati da Italiano (e Niccolini in panchina), ma nessuno è riuscito a far male a Paleari.

Paleari, meglio di così non poteva sperare

Ci ha provato Bernardeschi con una strana palombella al 3’ della ripresa, ma il portiere granata è volato all’incrocio per dire di no. Così come aveva fatto già al 26’ del primo tempo su Lykogiannis, un sinistro a giro velenoso che l’estremo difensore di Giussano aveva tolto dalla porta. Due partite da titolare in A, in attesa del rientro di Israel, e quattro punti conquistati. Ai quali aggiungere il clean-sheet contro il Pisa il 25 settembre in Coppa Italia. Meglio di così, non poteva sperare. E gongola anche il Toro. Il momento d’oro del secondo portiere granata va di pari passo con quello della difesa, guidata da un eccellente Maripan, ma sorretto anche dai soliti Coco e Tameze (con Ismajli ad alzare ulteriormente il muro negli ultimi 40 minuti), i terzini pronti a ripiegare, i centrocampisti a ringhiare per tutti i 90 minuti. Dopo il pazzo - ma caparbio - 3-3 dell’Olimpico con la Roma del 4 ottobre, la retroguardia del Torino dopo la sosta ha cambiato marcia. Ha anestetizzato i campioni d’Italia del Napoli il 18 ottobre e ieri il pimpante e fantasioso attacco del Bologna. Solo Thorsby, grazie a una leggerezza di Asllani, è riuscito a segnare al Torino negli ultimi 270 minuti, ma poi ci aveva pensato... Maripan, un difensore. Per adesso, quindi, non si passa.

Le parole di Gineitis

Grazie a una ferrea linea a tre e un centrocampo che sa sacrificarsi: «Abbiamo sofferto, ma abbiamo fatto molto bene nella fase difensiva - ha spiegato a fine gara Gvidas Gineitis -. Questo punto è importante, ma era importante anche non prendere gol oggi. La mia prova? Non sono molto soddisfatto, potevo fare meglio, migliorerò». Più facile farlo con un portiere che a 33 anni, dopo una vita in Lega Pro e Serie B, sta scoprendo quanto sia bello parare e portare punti nella massima serie.

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