© Marco Canoniero

Baroni dà retta a Cairo: 3-5-2

Toro: sabato contro il Napoli l’allenatore è intenzionato a proseguire con il nuovo modulo, usato per la prima volta dall’inizio contro la Lazio  

Andrea PivaAndrea Piva

Pubblicato il 14.10.2025, 13:30

4 min

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Sabato, quando verrà fischiato il calcio d’inizio di Torino-Napoli, saranno passati due mesi esatti dal primo impegno ufficiale della stagione, la gara di Coppa Italia contro il Modena. Un arco temporale non particolarmente lungo, ma che in casa granata è stato sufficiente perché tutto cambiasse, almeno dal punto di vista tattico: Baroni aveva cominciato con il 4-2-3-1, è poi passato al 4-3-3, successivamente al 3-4-2-1, infine al 3-5-2, modulo che dal primo minuto ha debuttato nell’ultimo impegno di campionato, quello in casa della Lazio. Il nuovo abito tattico (che tra l’altro è lo stesso abito che aveva disegnato Vanoli nella prima parte della sua avventura in granata, salvo poi essere costretto a cambiare complice anche l’infortunio di Zapata e il mancato arrivo di un sostituto del colombiano) dovrebbe essere riproposto anche sabato contro il Napoli. Con il benestare di Cairo. Negli scorsi giorni, infatti, il presidente aveva promosso il sistema di gioco visto all’Olimpico. "Forse il 3-5-2 può essere il modulo ideale, perché permette di garantire equilibrio tra solidità difensiva e spinta offensiva", aveva dichiarato proprio il massimo dirigente granata, quasi suggerendo all’allenatore di proseguire sulla strada intrapresa contro la Lazio, quando il Torino ha sfiorato la seconda vittoria in questo campionato, lasciando due punti sul campo soltanto all’ultima azione, per via di una doppia ingenuità di Dembélé e Coco.

Il cambio di modulo e le parole di Cairo

Quel suggerimento il tecnico sembra averlo recepito, anche se restano da capire gli eventuali protagonisti in campo. A Roma ha giocato come braccetto difensivo Tameze, per la gara contro il Napoli, Baroni spera di poter recuperare Ismajli: ieri il centrale albanese si è ancora una volta allenato a parte, esattamente come Anjorin, ma c’è ancora tempo per rivederlo in gruppo prima della partita contro la squadra di Conte. Nel 3-5-2 visto contro la Lazio, un ruolo chiave lo aveva avuto Vlasic, che in fase di non possesso agiva da mezzala, ma in fase di possesso aveva maggiore libertà di movimento e avrebbe dovuto (condizionale d’obbligo, considerato che la sua prestazione a Roma non è stata particolarmente brillante) supportare gli attaccanti con la sua qualità e la sua tecnica. Insomma, avrebbe dovuto agire da trequartista puro, in quel ruolo che era stato pensato per lui in estate, quando il 4-2-3-1 sembrava dovesse il modulo base che avrebbe accompagnato l’intera stagione. E qui arriviamo alla questione fondamentale legata al 3-5-2: il cambio di modulo e le parole di Cairo di fatto sconfessano tutto il lavoro fatto in estate dallo stesso presidente e da Vagnati (oltre che da Baroni nel corso degli allenamenti).

Il ritorno al 4-3-3 non sembra essere vicino

Il Torino era stato immaginato e costruito per giocare con il 4-2-3-1, non a caso sono arrivati due attaccanti esterni come Ngonge e Aboukhlal (e si è a lungo trattato anche Oristanio), poi a metà agosto si era deciso di virare al 4-3-3, praticamente rinunciando a un vertice alto di centrocampo per aggiungerne uno basso (Asllani), ma l’idea di giocare con una difesa a tre non c’era. "Io credo molto nel doppio esterno", spiegava Baroni nella conferenza stampa di presentazione datata 1 agosto. Poi, solamente qualche settimana fa, prima della trasferta contro il Parma, aveva anche ribadito: "A livello progettuale abbiamo pensato di disegnare la squadra col 4-3-3 e difatti credo che si possa anche tornare a questo modulo, un giorno. Magari anche abbastanza presto". A oggi il ritorno al 4-3-3 non sembra essere invece così vicino e non sembra essere neanche così tanto gradito da Cairo, come le parole che abbiamo riportato suggeriscono, con buona pace del progetto estivo.

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