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Toro, Baroni rischia grosso

Granata in caduta libera. Girano sempre più voci sulle possibili alternative: dal ritorno di Vanoli alla pista Palladino, fino alla suggestione De Rossi 

Marco Bonetto Marco Bonetto

Pubblicato il 01.10.2025, 13:00

6 min

TorinoTorino Tutte le notizie sulla squadra

Dal "castello difensivo" evocato da Baroni tra marcature a zona e a uomo, saltato in aria a Parma in occasione del 2 a 1 di Pellegrino, a quell’altro di castello: di carta, confezionato da Cairo e Vagnati, che sta venendo giù ormai di settimana in settimana, con il tecnico che ci appare sempre più in difficoltà, sempre più solo, sempre più pericolante. Le responsabilità di Baroni non possono nascondere gli errori e le omissioni strutturali della società, peraltro. C’è un unico Torino, di Cairo, Vagnati e Baroni. Ma ancora una volta, al di là dei limiti e degli sbagli che può commettere un allenatore, le colpe della presidenza sono più gravi e restano a monte. È Cairo e solo Cairo ad avere l’ultima parola (oltre alla prima, quando si aggira in un mondo di cortigiani...). È stato lui a rinnovare il contratto al dt, a decidere di esonerare Vanoli e a sostituirlo con Baroni, noto per essere una persona molto pacata, aziendalista, incline a non esprimere critiche alla società in pubblico. Ed è stato lui, con Vagnati, a varare questo mercato sotto vari aspetti scombiccherato. Diceva proprio il dt, prima della sconfitta di Parma: "Il cambio di modulo? L’abbiamo deciso insieme con Baroni". E naturalmente "ora bisogna fare bene, perché siamo convinti di avere una buona squadra e quindi abbiamo grande fiducia nel futuro". Tempo novanta minuti e anche il Parma, fino a quel momento nei bassifondi della classifica e senza vittorie, passeggiava sopra ai resti del Torino, in un partita che pure aveva visto i granata dominare il gioco e il possesso palla, nel corso di larghi tratti del primo tempo. Ma dopo 5 partite, non tutte contro grandi squadre, i problemi si stanno dilatando, non riducendo.

Disastro Toro: numeri da incubo

Appena 2 punti di vantaggio sulle squadre che, oggi come oggi, retrocederebbero in B (Pisa, Genoa, e Lecce). Peggior attacco a pari merito con Genoa e Verona, con soli 2 gol segnati, e peggior difesa a pari merito con il Lecce, con 10 reti incassate. Distruttivo il paragone con la scorsa stagione, anche se gli avversari incontrati sono ovviamente diversi. All’epoca, Milan, Atalanta, Venezia, Lecce e Verona. Adesso: Inter, Fiorentina, Roma, Atalanta e Parma. In ogni caso: 7 punti in meno, 4 contro gli 11 di Vanoli, imbattuto nelle prime 5 giornate. Delle 17 formazioni presenti in A nello scorso campionato come in quello attuale, il Torino è la squadra col bilancio peggiore a distanza di 12 mesi. Il Torino di Baroni sembra più una somma di individualità che una squadra. E a monte Cairo e Vagnati hanno varato un mercato incoerente: cosa che si scrive da mesi, peraltro. Col mercato ancora aperto, intendiamo dire. I problemi notevoli, strutturali, emersi nella scorsa stagione nel cuore della retroguardia e sulle fasce difensive non sono stati affrontati nella loro interezza e risolti. E fino a metà agosto si cercavano ali e trequartisti come se piovesse. Poi si sono accorti che mancava un regista. Cambio di modulo, dal 4-2-3-1 al 4-3-3. E anche cambio di mercato. Dirottamento su Asllani. Poi le batoste. L’Inter, 5 a 0. Dopo che l’estate, tra Monaco e Valencia, aveva già portato i granata a incassare ben 9 reti, segnandone appena 2. Ma in difesa è stato preso solo Ismajli: già afflitto negli anni scorsi da ripetuti infortuni muscolari e ora nuovamente ko. Baroni intanto ha cambiato e ricambiato: 3-4-2-1. Poi successive altre modifiche a gara in corso, 3-5-2, 4-4-2. E dire che prima del Parma diceva: "Non sono uno che ama cambiare molto. E penso che torneremo abbastanza presto al 4-3-3, la squadra è stata costruita con questo progetto". Progetto?

Toro, tutti i nomi per il dopo Baroni

Sabato, se la situazione non precipiterà prima, Baroni affronterà la Lazio a Roma. Era la sua squadra sino a fine maggio, prima della risoluzione con Lotito che rivoleva Sarri. Alla 6ª giornata dello scorso campionato Baroni venne a Torino e sconfisse i granata. Alla 6ª ora torna all’OIimpico e si gioca un bel pezzo di panchina, se non tutta. Poi ci sarà la sosta. Gara successiva: in casa col Napoli. Nel Torino i vertici soppesano le eventuali possibilità alternative: richiamare Vanoli, ancora sotto contratto fino a giugno. Oppure provare a convincere Palladino, già corteggiato invano prima dell’ingaggio di Vanoli. O De Rossi, sotto contratto a Roma fino al ‘27, sondato prima di Baroni. Vanoli guadagna circa 2,2 milioni lordi. Baroni 2,6. De Rossi 6 milioni lordi a stagione. E Palladino ne vorrebbe almeno 3 lordi. In tutti i casi, tranne per l’ipotesi Vanoli, per Cairo sarebbe un bagno di sangue. Ma richiamare Vanoli significherebbe ammettere di aver clamorosamente sbagliato. Per Cairo, meglio tifare perché Baroni non perda con la “sua” Lazio. O quantomeno che non perda male, come a San Siro. Intanto, però, tutto sta andando a rotoli. O no?

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