
«Baroni trasformista. Bene così»
L’occasione per ritrovarsi è stata la festa a sorpresa organizzata da alcuni tifosi (in testa Sergio Rinero) per festeggiare Roberto Salvadori, terzino sinistro del Torino dell’ultimo scudetto, che a luglio ha compiuto 75 anni. C’erano familiari, amici e alcuni tra gli ex compagni: presenti, tra gli altri, Claudio Sala, Renato Zaccarelli, Giuseppe Pallavicini, Ezio Rossi, l’ex dirigente Federico Bonetto. Non si poteva non parlare anche del Torino di oggi con “Faina”, in un momento in cui la squadra di Baroni si è risollevata dopo una prima di campionato da dimenticare. «La partenza è stata tragica, ora vedo che c’è un tentativo di sistemare la squadra e già a Roma qualcosa si è visto. Con l’Atalanta sarà una partita importante, loro arrivano da una batosta e non vorranno perdere ancora, mi aspetto una bella sfida. Il ritorno di Juric? Io credo che Juric sia riuscito a dare un’identità alla squadra, specialmente all’inizio, a creare un gruppo». Contro i giallorossi si è sbloccato Simeone: «Il Cholito ha qualità e può alzare il livello, poi diventerà difficile quando staranno bene tutti, compreso Zapata. C’è anche Adams che ha fatto la sua parte l’anno scorso. Toccherà all’allenatore: due punte potrebbero coesistere, magari con Vlasic alle spalle. Certo c’è da mantenere l’equilibrio negli altri reparti». La difesa con Maripan si è ricompattata: «Mi aveva stupito la sua assenza a inizio campionato, è uno di quei calciatori che lo scorso anno, al di là del finale della squadra, ha fatto bene. Quanto a Coco, ogni tanto ha dei blackout, ma a 3 può rendere meglio. In generale, difesa a parte, questa è una squadra che si è rinnovata: ci vuole tempo per capire che Torino sarà».
Il malumore della piazza
Prima della gara di domenica, la tifoseria si è data appuntamento al Filadelfia da dove partirà un corteo - con destinazione stadio - organizzato per contestare il presidente Cairo. «Credo che alla fine Cairo venderà il Toro quando ci sarà un interesse... reale! Reale per lui, ovviamente, in termini economici». E a proposito dell’ultima uscita del presidente del Torino («La contestazione? Come un acufene…»), anche Ezio Rossi ha detto la sua sul malcontento dei tifosi e soprattutto sull’ultima provocazione: «Parliamo di anni di contestazioni, ma è anche vero che Cairo ha una bella corazza…».
"Meno riferimenti, meglio è"
La squadra costruita dalla dirigenza ha cominciato con un sistema, poi ha cambiato a metà agosto per passare a un terzo modulo pochi giorni fa. «Per me però è positivo - continua Rossi - perché nel calcio moderno meno riferimenti dai e meglio è, quindi i migliori allenatori sono quelli che sanno adattarsi al materiale che hanno a disposizione. Puoi vincere o perdere, non è quello il punto; a certi livelli hai giocatori d’esperienza che sono in grado di attuare ogni sistema, ti basta qualche allenamento per far capire cosa vuoi, poi sta alla squadra ovviamente diventare camaleontica». Prima della trasferta di Roma, il Torino aveva reagito alla brutta sconfitta di San Siro riuscendo a limitare i danni con la Fiorentina: «Quando arrivi da una batosta così, puoi anche essere navigato, ma la partita successiva pesa di più; o ti girava bene subito o era normale venisse fuori una partita brutta, ma che era importante non perdere. Un risultato negativo con la Fiorentina non avrebbe portato poi la squadra a vincere a Roma».
L'attacco
In attesa di Duvan, l’allenatore sta andando avanti con la staffetta Simeone-Adams: «Sento tanti dire che il Torino è una squadra forte perché ha tre attaccanti forti. Sì, vero, ma ha tre attaccanti forti che non potranno mai giocare insieme, tutti e tre contemporaneamente. Potrebbero giocare in due, sì, però Baroni deve modificare quelle che erano le sue idee iniziali. Ora c’è il 3-4-3. Prima si è giocato con il 4-3-3 e col 4-3-2-1 e in quel caso lì è difficile vedere due punte come quelle del Torino insieme, a meno che non si cambi ancora. Zapata, oltretutto, arriva da un lungo infortunio e non gli si potrà chiedere nulla. Poi in doppia cifra almeno un attaccante arriverà…». A sintetizzare tutto ci pensa Claudio Sala: «Sì, con la Roma sono rimasto piacevolmente stupito dal risultato, ma le partite vengono decise dai calciatori bravi e Simeone lo è. Che gran gol!».
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