
Gineitis: «Le punizioni? Parlerò con Biraghi»
Il lituano punta alla stagione della definitiva consacrazione: «Mi hanno colpito Cacciamani e Gabellini: qui tanti giovani sono da A»
Juric lo ha pescato dalla Primavera scegliendo di portarlo in pianta stabile in prima squadra nel gennaio del 2023. Questione di fiducia ma pure di necessità: in attesa di Ilic il tecnico croato non aveva nessun mancino in mediana. Ed è così che è cominciata la storia granata di Gvidas Gineitis: l’esordio a sorpresa da titolare a San Siro, la conferma l’estate successiva e poi, dodici mesi fa, la ripartenza con Vanoli. Baroni lo sta provando soprattutto sulla trequarti in attesa, chissà, di quei rinforzi che alimenterebbero le speranze del lituano di potersela giocare anche a centrocampo. A poche settimane dal rinnovo di contratto e in vista dell’esordio stagionale, Gineitis ha raccontato le prime impressioni sul nuovo Toro di Baroni.
Come è andato il ritiro?
«Sono stati giorni intensi, è stato un bel ritiro, abbiamo lavorato tanto».
Baroni l’ha provata più che in mediana, il suo ruolo, sulla trequarti: è nato da un dialogo con lui o è una decisione dell’allenatore?
«Il calcio moderno è così, bisogna saper giocare in ogni posizione, come ho già fatto lo scorso anno tra l’altro. Se dovessi essere schierato da trequartista o esterno lo farò con piacere per la squadra».
Ma lei dove preferisce?
«A centrocampo...».
Sente la responsabilità di rappresentare quei giovani che poi riescono ad arrivare in prima squadra?
«È bello che gli altri ragazzi vedano che è possibile arrivare dal settore giovanile alla prima squadra, questo fa capire a tutti loro che si può arrivare in alto. Sono tanti i ragazzi che si sono messi in mostra dimostrando di poter giocare anche in Serie A».
Il rinnovo di contratto è arrivato poche settimane fa: cosa rappresenta per lei?
«Sono contento: continuerò a lavorare come sto facendo dando il massimo, questo vale ogni volta, ogni firma è una ripartenza. Spero di dare il massimo».
Il Torino ha chiuso con il 4-2-3-1 ed è ripartito proprio con questo sistema di gioco. Quali sono le differenze rispetto allo scorso anno?
«Il mister chiede di giocare su ogni palla, di giocare in verticale e poter uscire sull’esterno. Stiamo lavorando sul possesso palla, sulla costruzione, sulle due fasi».
Lo scorso anno è stato l’uomo dei gol pesanti, alla Fiorentina, alla Lazio, al Milan. Che obiettivo si è posto in termini di gol?
«Beh sì, cercherò di fare ogni anno meglio dell’anno prima».
Biraghi le lascerà battere qualche punizione?
«Penso che ne parleremo…».
Giovedì sera è arrivato Cyril Ngonge: quali sono le prime impressioni?
«Ci siamo visti ancora poco, ci siamo salutati ma ci conosceremo meglio nei prossimi giorni».
Ha fatto tanti passi in avanti in questi anni: su quale aspetto deve ancora migliorare e crescere?
«Fisicamente devo migliorare, anche nel modo di gestire la palla, devo imparare ad essere più tranquillo e a non sbagliare i passaggi semplici».
Lei è un ragazzo ancora giovane ma è tra quelli che sono al Torino da più tempo: vede una società che sta crescendo e può ambire al salto di qualità che manca?
«Sì, certo».
Chi l’ha colpita di più tra i ragazzi aggregati?
«Cacciamani e Gabellini ma in generale tutti i ragazzi che arrivano dal settore giovanile alla prima squadra mi hanno colpito. Se sono con noi vuol dire che hanno le qualità giuste».
Come è andato il ritiro?
«Sono stati giorni intensi, è stato un bel ritiro, abbiamo lavorato tanto».
Baroni l’ha provata più che in mediana, il suo ruolo, sulla trequarti: è nato da un dialogo con lui o è una decisione dell’allenatore?
«Il calcio moderno è così, bisogna saper giocare in ogni posizione, come ho già fatto lo scorso anno tra l’altro. Se dovessi essere schierato da trequartista o esterno lo farò con piacere per la squadra».
Ma lei dove preferisce?
«A centrocampo...».
Sente la responsabilità di rappresentare quei giovani che poi riescono ad arrivare in prima squadra?
«È bello che gli altri ragazzi vedano che è possibile arrivare dal settore giovanile alla prima squadra, questo fa capire a tutti loro che si può arrivare in alto. Sono tanti i ragazzi che si sono messi in mostra dimostrando di poter giocare anche in Serie A».
Il rinnovo di contratto è arrivato poche settimane fa: cosa rappresenta per lei?
«Sono contento: continuerò a lavorare come sto facendo dando il massimo, questo vale ogni volta, ogni firma è una ripartenza. Spero di dare il massimo».
Il Torino ha chiuso con il 4-2-3-1 ed è ripartito proprio con questo sistema di gioco. Quali sono le differenze rispetto allo scorso anno?
«Il mister chiede di giocare su ogni palla, di giocare in verticale e poter uscire sull’esterno. Stiamo lavorando sul possesso palla, sulla costruzione, sulle due fasi».
Lo scorso anno è stato l’uomo dei gol pesanti, alla Fiorentina, alla Lazio, al Milan. Che obiettivo si è posto in termini di gol?
«Beh sì, cercherò di fare ogni anno meglio dell’anno prima».
Biraghi le lascerà battere qualche punizione?
«Penso che ne parleremo…».
Giovedì sera è arrivato Cyril Ngonge: quali sono le prime impressioni?
«Ci siamo visti ancora poco, ci siamo salutati ma ci conosceremo meglio nei prossimi giorni».
Ha fatto tanti passi in avanti in questi anni: su quale aspetto deve ancora migliorare e crescere?
«Fisicamente devo migliorare, anche nel modo di gestire la palla, devo imparare ad essere più tranquillo e a non sbagliare i passaggi semplici».
Lei è un ragazzo ancora giovane ma è tra quelli che sono al Torino da più tempo: vede una società che sta crescendo e può ambire al salto di qualità che manca?
«Sì, certo».
Chi l’ha colpita di più tra i ragazzi aggregati?
«Cacciamani e Gabellini ma in generale tutti i ragazzi che arrivano dal settore giovanile alla prima squadra mi hanno colpito. Se sono con noi vuol dire che hanno le qualità giuste».
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