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Oristanio, appello al Venezia: “Liberami”

Il trequartista ribadisce al proprio club la volontà di cessione, però adesso serve uno sforzo di Cairo

Paolo PirisiPaolo Pirisi

Pubblicato il 21.07.2025, 06:15

4 min

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TORINO - Chiudere le trattative a luglio non è semplice. Anche perché questo è ancora il mese dei buoni propositi. Il periodo giusto per vincere a braccio di ferro, ma sostanzialmente il pareggio nelle varie operazioni è sempre il risultato più scontato. Chi vuole comprare intende farlo solo a determinate condizioni, chi vuole vendere resiste al massimo per tenere il prezzo nel range desiderato. Questo è senza dubbio il caso di Toro e Venezia per quanto riguarda l'affare che porterebbe Gaetano Oristanio sotto la Mole. Ai granata piace e non è un mistero: stuzzica Vagnati, interessa a Baroni ed è proprio il profilo di giocatore perfetto per il club di Cairo. Giovane, ma non troppo. E poi potenzialmente in grado di generare una lauta plusvalenza nel corso del tempo. In più, in questo momento il Toro ha l'obbligo di potenziare la batteria degli esterni offensivi: altrimenti, perché puntare sul 4-2-3-1? Domanda retorica, perché a livello tattico i granata hanno già un progetto in cantiere. Per cui pedine come Oristanio, inevitabilmente, suscitano ammirazione. Poi, però, c'è da confrontarsi col Venezia, che insiste sulla richiesta: servono una decina di milioni di euro. E pazienza se la squadra è reduce dalla retrocessione. Il prodotto del vivaio dell'Inter non è proponibile per la Serie B? Amen.

Oristanio aspetta e vuole il Toro

Il ds Antonelli continua a chiedere una cifra che il Toro in questa fase non è disposto a corrispondere. Non ad una società, oltretutto, che ha l'onere di dover vendere il ragazzo. La stessa realtà, peraltro, che ha resistito strenuamente un anno fa per farsi pagare buona parte della clausola rescissoria per Paolo Vanoli. Soldi che Cairo, ancora oggi, non digerisce. Oristanio aspetta e vuole il Toro e non ne fa mistero, col Venezia, ma non lo farà all'infinito. Anche perché il Parma è in pressing e ha idee ambiziose per il presente e per il futuro. E c'è pure il Sassuolo all'orizzonte, desideroso di comporre una rosa competitiva per il ritorno in Serie A. Vagnati aspetta il momento giusto per andare all’assalto di Oristanio, fiducioso che la trattativa possa prendere la piega giusta nei prossimi giorni. Nel frattempo, però, il Toro ha un altro pensiero in testa. E che pensiero: Cyril Ngonge. Sempre più vicino, sì. Sempre più propenso a raggiungere la comitiva di Baroni nel ritiro di Prato allo Stelvio. Ma per la fumata bianca servono ancora piccoli dettagli da sistemare. Il tema del riscatto, chiaramente, condiziona l’esito.

Ngonge, c'è l'intesa

Perché il Napoli non demorde e vuole trovare la chiave per rendere Ngonge sempre più granata nei fatti. L’intesa sulle cifra c’è: un milione per il prestito oneroso e altri 11 per il riscatto. Baroni naturalmente freme: l’amichevole contro l’Ingolstadt ha sottolineato tutte le lacune di tutti i reparti. In particolare quello offensivo, per questo il tecnico spera di abbracciare presto il suo pupillo ai tempi di Verona. Toro e Napoli, ormai, stanno parlando solo della formula. Deve fare felici tutti. Altrimenti non si fa niente. Ma questa può finalmente diventare la settimana di Cyril, il cui trasferimento è ormai da considerare una telenovela. A prescindere da come verrà sbrogliata la matassa.

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