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Juve, tecnica e... Kostic

La chiave bianconera: costruire dal basso per eludere il pressing del Benfica e ripartire in velocità con il serbo

 Michele Tossani Michele Tossani

Pubblicato il 14.09.2022, 09:05

5 min

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TORINO - Caccia al primo successo stagionale in Champions League. Dopo la sconfitta all’esordio contro il Paris Saint Germain, stasera per la Juventus c’è l’ostacolo Benfica, una delle realtà europee tatticamente più interessanti di questo inizio di stagione.

Il Benfica ai raggi x

Al Da Luz, in estate, è arrivato Roger Schmidt in panchina e con il tecnico tedesco la squadra di Lisbona ha vinto tutte e 6 le partite disputate finora nella Primeira Liga portoghese realizzando 14 reti e subendone appena 3. E il conteggio sale a undici gare vinte su undici contando anche i preliminari e le Coppe. Avvio esaltante nonostante l’addio del bomber Darwin Nunez, nell’ultimo mercato venduto al Liverpool per 75 milioni più 25 di bonus. Una cessione che, per il momento, non si è fatta sentire più di tanto, anche grazie ai colpi realizzati dal presidente Rui Costa, il quale ha messo a disposizione di Schmidt una rosa di qualità grazie all’arrivo di giocatori come Enzo Fernandez (ex River Plate), Julian Draxler (Psg) e David Neres (Shakhtar Donetsk). Su questa struttura l’ex allenatore di Psv e Salisburgo ha saputo lavorare bene fin da subito.

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Il modello di gioco

Schmidt, dal punto di vista tattico, appartiene alla scuola di allenatori tedeschi cresciuti a pane e pressing sotto le idee di Ralf Rangnick. Per quanto riguarda lo schieramento base, finora il tecnico dei portoghesi ha utilizzato prevalentemente il 4-2-3-1, alternandolo a quel 4-2-2-2 reso famoso dal suo mentore. Entrambi i sistemi sono comunque caratterizzati da estrema fluidità e da un pressing esasperato. Alla fase di costruzione segue una di sviluppo che vede i terzini molto alti e larghi nelle zone di ampiezza, con gli esterni offensivi che vanno ad agire nei corridoi centrali sotto una o due punte. L’allenatore tedesco del Benfica, rispetto ai principi del calcio di Rangnick, in attacco sta presentando una versione ibrida. Quella portoghese, infatti, non è squadra diretta. Il Benfica predilige una manovra più controllata (10.97 secondi di media per sequenza offensiva; 4.29 passaggi) e attenta ad utilizzare il possesso (68.5%) per dettare il contesto gara. L’obiettivo della prima fase di possesso è quello di creare superiorità numerica per trovare l’uomo in grado di risalire il campo e connettere la zona di costruzione con quella di sviluppo. Il movimento e le rotazioni offensive nell’ultimo terzo di campo consentono ai portoghesi di creare buone occasioni da gol, come confermato dalla media di expected goals generati a partita (2.85). Mentre in fase di non possesso, come detto, la caratteristica del Benfica è il pressing. Il basso indice PPDA (7.70) - cioè il rapporto tra passaggi concessi per ogni intervento difensivo - e il +8.28% nella Build-up Disruption (quel dato misura l’efficacia dell’azione di pressing sul possesso avversario), rendono bene l’idea dell’impatto che il pressing a ondate dell’undici di Schmidt ha sulle squadre rivali.

Cosa deve fare la Juve

La squadra di Massimiliano Allegri dovrà cercare di trovare le contromisure necessarie soprattutto per superare la prima pressione lusitana. Senza disdegnare la possibilità di andare a colpire in modo diretto la profondità alle spalle della linea arretrata del Benfica. La Juventus dovrà essere abile anche a mettere a punto il proprio palleggio fin dalla prima costruzione cercando di uscire in modo pulito dal basso. Se dovessero riuscire in questo intento, poi i bianconeri troverebbero spazi in avanti da poter risalire sfruttando la velocità di Dusan Vlahovic? e Filip Kostic. Abbassare il Benfica nella propria trequarti creerebbe inoltre più campo da dover attaccare per i portoghesi a palla riconquistata, limitando così le loro pericolose transizioni brevi. Infine, la Juventus dovrebbe provare ad ostacolare la fase offensiva della squadra di Schmidt andando ad aggredire “in alto” gli avversari. Oltretutto in questo avvio di stagione si è visto come l’undici di Allegri sia risultato efficace nei momenti in cui ha scelto di difendersi in avanti.

(DATI: SOCCERMENT, OPTA GRAFICHE: VIDEOMATCH DI SICS)

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