
Juve, Allegri ha tutto. Ci faccia divertire
Ora la squadra c’è. A scorrere gli organici delle principali candidate al prossimo scudetto - le due di Milano, le due di Roma, il Napoli - la Juventus sembra proprio la più attrezzata e completa, al termine di un’intensa sessione di mercato in cui le cessioni sono state importanti quanto gli acquisti. Max Allegri è stato accontentato, pure di più, ha ottenuto quei “giocatori pronti” che chiedeva per ogni ruolo chiave ed è dunque logico che la società e i tifosi pretendano nel giro di poco una Juve saldamente ai primi posti, un gioco migliore (e non parlo certo di spettacolo ma di punti) e mai più figuracce come quelle di Genova.
Con l’arrivo di Leandro Paredes, il giocatore che nei piani dovrebbe funzionare da regista e distributore di palloni, si andrà a riempire quello spazio fisico tra centrocampo e attacco, a patto di non rinunciare alla classe e al dinamismo di Fabio Miretti, che Max ha individuato come maturo e pronto per il grande salto senza bisogno di ulteriori prove in giro per l’Italia (leggi prestito). Bene ha fatto Cherubini a portarci a casa Arkadius Milik, centravanti classico che entra in partita in pochi minuti, si alza dalla panchina, sfrutta l’occasione e la butta dentro, scelto sia per sostituire che per integrare Dusan Vlahovic (a proposito, avete visto che punizioni, mi chiedo perché non le tirasse anche l’anno scorso… questioni di gerarchia). In quanto a Filip Kostic, potrebbe giocare più indietro - ma in un’ipotetica difesa a 5 che ad Allegri non piace - visti i pochi cambi nel ruolo di terzino sinistro. Tutto sommato bene sia rimasto Adrien Rabiot, apparso rinfrancato nelle ultime partite. Basta non chiedergli di fare ciò che non sa fare, il regista e di inquadrare la porta, accanto a Miretti (o Paredes) giocano meglio sia lui sia Locatelli. L’aspetto più positivo viene certo dalla sicurezza della difesa (un solo gol subito) nonostante l’assenza di Bonucci, con Bremer molto sicuro, Gatti ottimo rincalzo e Perin in forma smagliante per sostituire il titolare. E non ho citato Di Maria, che può spaziare ovunque in attacco, nell’attesa ancora lunga di Chiesa e di Pogba. Anche senza i due campioni la Juve è già competitiva, la rosa forte come da tradizione. Penso che molti allenatori vorrebbero avere i problemi di Allegri. Logico dunque aspettarsi parecchio.
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