Juve-Napoli, ecco una spiegazione delle motivazioni
Calabrò: "L’eloquenza esplicita di Sandulli serve a mandare un segnale a tutto il calcio: il protocollo si rispetta"
Martedì il giudice Sandulli, del Tribunale d’Appello Federale, ha respinto il ricorso del Napoli contro la sconfitta pr 3-0 a tavolino e il punto di penalizzazione, che gli erano stati inflitti dal giudice sportivo per non essersi presentato a Torino per la partita contro la Juventus. Con una sentenza molto dura, Sandulli ha chiarito che non sussiste la «causa di forza maggiore invocata dal Napoli, perché risulta dalla stessa documentazione presentata dalla società che non c’era l’intenzione di disputare la partita e, sempre secondo il giudice, il comportamento del Napoli nei giorni precedenti era teso a precostituirsi un alibi. Il Napoli fin da martedì ha annunciato un ulteriore ricorso.
Piero Calabrò, lei è un ex magistrato e da sempre mette al servizio dello sport la sua esperienza, secondo lei qual è il prossimo passaggio della vicenda Juventus-Napoli?
«In teoria il Collegio di Garanzia dello Sport».
Perché in teoria?
«Perché secondo lo statuto della Figc (articolo 30, comma 3), cito, “Non sono comunque soggette alla cognizione del Collegio di Garanzia dello Sport le controversie decise in via definitiva dagli Organi della giustizia sportiva federale relative alla perdita della gara”. Quindi l’eventuale ricorso del Napoli potrebbe incontrare problemi di ammissibilità. Detto ciò, il Napoli potrebbe ricorrere eventualmente per il punto di penalizzazione».
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