Zaccheroni: "Chiellini-Felipe Melo? Vi spiego"
"Avevo un buon rapporto con il brasiliano, ma non facevo la guardia..."
«La guarderò sì, Juventus-Milan! Non vedo l’ora. Sono curioso. Dopo la sosta così lunga con tutto quello che è successo dovrei essere nella testa dei giocatori per capire cosa possa venir fuori in questa ripresa dei stagione. Mi aspetto anche, purtroppo, diversi infortuni. Sarà tutto anomalo. Io ho l’esperienza vissuta delle tournée all’estero. Tu facevi una settimana di allenamenti e partivi per l’Asia, per gli Usa giocando dopo una settimana. Incassavi i soldi ma poi - carta e penna alla mano - a fine gennaio facevi le somme e ci avevi perso perché dovevi rifare mezza squadra avendo perso dei giocatori importanti visto che non avevi preparato bene la squadra. Ora capiremo come sia la preparazine generale e come siano le teste dei giocatori. Anche per questo sono incuriosito dalla ripartenza».E se ripensa alla Juventus? «Mi viene in mente che anche lì molti giocatori erano a fine carriera e mi vengono in mente tutti gli idisponibili che avevo ogni volta: mai sotto i 12-13 indisponibili a stagione. Ma io ho la mia idea, fateci caso. Se si mette lì ad analizzare nel tempo le squadre che hanno avuto parecchi infortuni stagione per stagione, noterà che la costante nelle 5-6 squadre con tanti infortuni è che in quelle squadre c’è tensione. I giocatori si fanno male quando, dico io, “l’aria non è pulita”. Vuoi perché qualche elemento importante sta fuori, vuoi per qualche rivalità e poco legame di gruppo, vuoi perché non arrivano i soldi. Allora ci sono tanti infortuni muscolari. Una squadra che va bene non ha mai tanti infortuni. Lei pensi alla Juve prima di me e dopo di me: settimi, settimi.Sempre 13-14 giocatori indisponibili. L’aria non era pulita. Poi con Conte s’è ripartiti da zero e si è rifatta la squadra».
A proposito di quella Juventus. Chiellini ci è andato giù pesante con Felipe Melo.
«Io avevo un buonissimo rapporto con Felipe. Una volta pensavano avessi bisticciato perché non gli diedi la mano dopo il cambio,- ma in realtà gli dissi: hai fatto bene ma io da te voglio di più perché tu puoi fare la differenza con quella forza fisica mostruosa. In allenamento non l’ho mai visto litigare o dare calci a nessuno… Detto questo, non lo andavo a marcare fuori. Mi riportavano che era un po’ disordinato fuori dal campo, ma l’allenatore non deve andare a marcare i giocatori nella vita privata. Bisogna cercare di farglielo capire. Se uno poi in campo mi dà tutto, se anche mi fa tardi la notte e poi fa bene in campo, allora io faccio anche finta di non saperlo».
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