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Cesc, mini-crisi ma grande sogno  

Martedì a San Siro Fabregas vuole la 1ª finale di Coppa Italia del club 

Luca PinottiLuca Pinotti

Pubblicato il 19.04.2026, 13:00

3 min

ComoComo Tutte le notizie sulla squadra

Un punto in tre partite per il Como. Tanto basta, al netto delle prestazioni, per certificare una mezza crisi che sta compromettendo la complicata corsa al quarto posto, l’ultimo a disposizione per la Champions League. Dopo il pareggio a Udine, sono arrivate due sconfitte consecutive, contro Inter e Sassuolo. Era successo solo una volta quest’anno, a dicembre, contro Inter e Roma. Questa volta, è il ko nell’anticipo di venerdì a Reggio Emilia ad aver alimentato qualche perplessità, specialmente dopo la bella prova contro l’Inter, una partita ben giocata nonostante gli errori individuali che hanno pesato non poco sul risultato. Il Como contro il Sassuolo è sembrato lontano con la testa, magari già proiettato verso la sfida di Coppa Italia di martedì contro l’Inter, quarto appuntamento stagionale – il più importante – contro i nerazzurri. Fabregas non ha usato mezzi termini e non ha cercato scuse: “Non eravamo noi, avremmo potuto perdere 5-1, in contropiede ci hanno massacrati”. Sulle ragioni della sconfitta, il tecnico catalano è stato più cauto, dopo un lungo sermone alla squadra negli spogliatoi: “Voglio essere prudente, non voglio mandare messaggi troppo negativi prima della partita contro l’Inter, importantissima per noi. Le cose nostre restano nello spogliatoio, diciamo solo che abbiamo meritato la sconfitta”. Prova a tenere compatto l’ambiente, peraltro già totalmente schierato dalla sua parte e dalla parte dei giocatori, oltre che del club. Conosce i rischi di una parola fuori posto, l’ha provato sulla sua pelle (ricordare la polemica “giochisti-risultatisti” lo scorso dicembre dopo il ko contro il Milan).

Como per la storia

E sa bene che una squadra giovane come la sua non ha bisogno di scossoni dialettici che andrebbero solo ad appesantire un appuntamento sportivo importantissimo. Perché la sfida di martedì a San Siro, ritorno della semifinale di Coppa Italia – sarà uno dei momenti più alti della storia del Como. Certamente del Como di Fabregas. Contro l’Inter si ripartirà dello 0-0 (scialbo) dell’andata, ma con uno scenario diverso: i nerazzurri hanno messo le mani sullo scudetto, il Como ha la necessità di riprendersi dopo questa minicrisi di risultati. E per i biancoblù è un appuntamento storico: il Como era arrivato in semifinale di Coppa Italia quarant’anni fa, perdendo nel doppio confronto con la Sampdoria. Con un finale amaro, perché al Sinigaglia perse 2-0 a tavolino dopo l’interruzione della partita a causa di un corpo contundente che centrò l’arbitro Redini. Ecco perché sarà una sfida importante per il Como: per riaggiornare il record, per togliersi qualche pensiero e per riprendere la corsa verso l’Europa, non per forza quella più importante.

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