
Paradiso Saputo: così Bologna sogna
BOLOGNA - La prima volta che mise piede al Dall’Ara fu per un’amichevole tra l’allora Montreal Impact e la squadra del cuore di Marco Di Vaio. A regola doveva avergli fatto una testa così, mentre smaltiva gli ultimi spiccioli di carriera in Canada. Joey Saputo, uno dei rampolli della dinastia delle mozzarelle (il patriarca Lino ha creato un impero da 5,2 miliardi di dollari), si è imbarcato nell’avventura rossoblù il 14 ottobre 2014, trascinato da Joe Tacopina. Joey è rimasto presto solo. Dopo la nomina a chairman meno di due mesi dopo, il 4 dicembre, Saputo rimase poi proprietario unico dal 20 settembre 2015, coi soci promessi da Taco a farsi in fretta di nebbia. Non si è mai capito bene quale sia stata la molla profonda che lo ha spinto verso Bologna. Per fare soldi c’erano tante altre opportunità per un imprenditore del suo livello, uno che varca l’oceano con l’aereo privato. Si diceva che fosse interessato a una partnership con la Granarolo, o addirittura a rilevarla. In realtà l’interesse di Joey si è dimostrato tutto per il pallone, senza mai deflettere dalla linea.
La crescita
Dopo la promozione nei famosi playoff delle traverse (beccate dagli avversari...) nel 2015, il Bologna di Saputo ha vivacchiato a lungo in serie A. Il tycoon canadese se ne stava tra i ghiacci, mostrando maggior interesse per la sua squadra - divenuta CF Montreal nel 2021 - che non per il club emiliano, a cui però non ha mai fatto mancare le robuste iniezioni di denaro chiamate dal suo braccio destro operativo Claudio Fenucci. Per dieci anni il risultato economico ha fluttuato tra il rosso e il profondo rosso, toccando anche un -46,7 milioni di euro nel 2022. A maggio di quell’anno, la svolta: arrivò Giovanni Sartori da Lodi, dopo gli anni della pessima gestione Bigon. Sartori, signore delle esplosioni di Chievo e Atalanta, ha fatto svoltare il Bologna. Non a caso il suo rinnovo venne accolto come quello di un bomber da 30 reti l’anno in città... Saputo si è insediato praticamente in pianta stabile sotto le Due Torri, che si trovano a un paio di centinaia di metri dall’appartamento comprato nella signorile via Oberdan. Ha inserito in società i figli, Jesse da giocatore nelle giovanili e Luca a crescere da dirigente, dando ufficioso credito a chi diceva che nel calcio il padrone è meglio che stia vicino alla squadra, piuttosto che videochiamare da migliaia di chilometri. I risultati sono cominciati a fioccare. Mihajlovic gettò le fondamenta, Thiago Motta ha edificato il grattacielo. Contro ogni pronostico, il Bologna si è qualificato per la Champions League 2024-2025, e i bilanci ne hanno risentito in maniera evidente.
La promessa mantenuta
Quest’anno il club per la prima volta in undici anni di gestione Saputo ha visto un risultato scritto in nero al 30 giugno (+14 milioni), che ha eroso il mare di perdite ora attestate, e regolarmente ripianate, attorno a 233,2 milioni, con una media di -21,2 milioni l’anno. Saputo ha destinato gli utili a riserve, quindi non si è intascato nulla. E anche in questa stagione lo scenario volge al bello, sull’onda delle plusvalenze da cessioni della scorsa estate. Joey Saputo appare oggi pienamente coinvolto anche sul piano emotivo. Del resto è la magia del calcio. A Bucarest, dopo il successo sulla Steaua, si è fatto mezzo stadio per presentarsi in curva dai tifosi bolognesi, che è andato a salutare fradicio sotto l’acqua anche a Parma. Adesso sono i tifosi del Montreal a lamentare la distanza del presidente. L’unica nota dolente viene dal progetto della ristrutturazione del Dall’Ara, arenatosi a causa dei costi esplosi verso l’alto. Il Saputo incerto e criticabile dei primi anni ha lasciato spazio a un presidente che step-by-step (il Bologna vende bene, ma compra anche giocatori in una fascia di prezzo che non è più quella dei 2-3 milioni) sta dando seguito alle dichiarazioni di un decennio fa. All’insediamento disse che avrebbe portato il Bologna a lottare per i massimi traguardi. Ha già spuntato la qualificazione in Champions League e una Coppa Italia in bacheca. Manca solo di lottare per lo scudetto. Siamo già all’anno X?
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